Thork: Weila

0
Condividi:

Ver Sacrum Estremamente interessante il nuovo lavoro dei transalpini Thork, dei quali ebbi la ventura di apprezzare incondizionatamente il predecessore “Urdoxa”. “Weila” consta di cinque tracce di lunga durata (oltre nove minuti, fino a giungere ai ventidue scarsi di “Ea”!) ove i nostri danno sfogo alle loro ammirevoli urgenze artistiche, sottraendosi con vigore a leggi di mercato codificate e coercitive. Anche nelle due brevi schegge che completano il lavoro si denota chiaramente la grandeur compositiva dei nostri bardi, assimilabile idealmente a quanto finora proposto dai finnici Tehni, ai quali vanno accostati in virtù di intime affinità spirituali. Incompromessi inni alla natura ed alla libertà, rinvigoriti da partiture complesse ma mai stancanti o peggio moleste, bensì inducenti nell’ascoltatore serio interesse per quanto da loro offerto. Toni drammatici vengono così stemperati via via da parti di rara bellezza, e la bella voce dell’interprete principale, Sébastien Fillion, trova sostegno dall’uso appropriato di flauto, violino e piano, i quali vanno ad accompagnare quanto intessuto dagli stromenti tradizionali. Sono tracce oscure, a tratti minacciose, ma come detto emerge un’aura di beata piacevolezza, quasi di auto-compiacimento, seppur discreto, come a riconoscere il valore artigianale, nel sommo senso del verbo, di quanto creato. La citata “Ea” costituisce certo la summa del pensiero dei suoi raffinati autori, ma “L’origine” e “Danse de la terre” non le sono da meno. Schegge di grande valore, come custodite da gocce d’ambra, si ritrovano nella conclusiva “Immanence” ed in “Delectable ennui”, ma, credetemi, ho citato i brani quasi per dovere di recensione, per fissare dei punti nella variegata mappa che vuole, non potendo, racchiudere fra i suoi margini irregolari quest’opera oceanica, questo magno mare di suoni e di sensazioni. Impresa dinanzi alla quale si prova un velato senso di impotenza, correndo inoltre il rischio di rendere un torto a tanta immaginifica grandezza. Si, ecco una opera che va ascoltata con religiosa attenzione, va parcellizzata ed assunta con estrema cura. Certo a lei non sono riservate le luci della ribalta, ma solo i palchi male illuminati di teatrini di periferia, ove però viene messo in scena il vero ed autentico talento.

Per informazioni: www.blackwidow.it
Web: http://www.thork.org
TagsThork
Condividi:

Lascia un commento

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.