Mirador: The Azrael Tales

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Disco assai particolare, questo degli svedesi Mirador, combo costituito dalla coppia Jakob Forsberg ed Erik Mjoernell. Su d’una solida base di metal darkeggiante i due innestano via via inserti doom e porzioni gothikeggianti, amalgamati da una peculiare vena armonica che si esplica sopra tutto nel sapiente uso dei cori, vera caratteristica distintiva di “The Azrael tales”. L’opener “Redeemer” si poggia su d’una sostenuta base hard rock, “No loss cut” è minacciosa e dotata di chitarre assai pesanti, interpretanti un’atmosfera di opprimente cupezza appena scalfita dall’ispirato cantato. Dal punto di vista lirico costituisce la colonna vertebrale del lavoro (“…one pair of wings abandoned starts the groove…”). Geniale la parte centrale, con tastiere imponenti e sei corde impegnate a disegnare trame fosche e complesse. “Post believers” è track plumbea ed ossessiva, “Perfect plan” sa essere gradevole, sopra tutto nel solo, “Soul distortion” è lenta e solenne, quivi maggiormente si percepisce la basilare influenze esercitata sui Mirador dai conterranei Veni Domine, anche se risulta stemperata l’apocalittica aura di epica drammaticità caratterizzante i lavori dei fratelli Weinesjo. L’incedere doomeggiante di “Thief” regge un brano evocativo ed obscuro, spezzato da possenti cori mediati dalla onorata scuola melodica scandinava. Il finale arpeggiato contribuisce a rendere meno opprimente l’atmosfera generale del pezzo, presto richiamata dal comparire di “New day” e dai suoi tempi di batteria (suonata dall’ospite Olof Gardestrand) a tratti irregolari. Chiude l’articolata “Metropois/Metamorphosis”, in parte acustica e nel finale addirittura folkeggiante. Un finale sorprendente ed inatteso per un disco che fa della ricerca della varietà stilistica uno dei suoi punti di forza. I testi sono evocativi ed ermetici, palese in questo senso è l’intenzione dei loro autori. Azrael è l’Angelo della Morte. Ha quattro ali, e mille e più occhi. Ogni volta che ne chiude uno, un uomo muore. E nessuno può sfuggire al suo destino.

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