Ordeal by Fire

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Eccoci di nuovo a trattare su queste versacriane pagine di Ordeal By Fire. D’altro canto, oltre al rapporto di amicizia che ci lega, come non tributare il giusto omaggio ad una band che si sta imponendo come una delle realtà consolidate del panorama goth internazionale, in virtù di un disco Untold Passions, davvero strepitoso? Credetemi, in sede di recensione mi sono dovuto imporre dei limiti! Logica conseguenza andare a stanare i torinesi nella loro tana e sottoporli alla rituale torchiatura! A proposito di musica, certo, ma non solo…

Ordeal by Fire

© Ordeal by Fire

Amici, Untold Passions è ormai sul mercato da qualche mese, quali sono stati i responsi testè verificati?

MIK: Devo dire buoni, sia la stampa che la gente hanno accolto bene l’album.

Certo che trattasi di un disco davvero micidiale, una collezione di goth-killer-songs da stendere!

MIK: Il tuo parere come al solito mi lusinga. Trovo che ci sia nell’album, un’energia di fondo davvero niente male, accarezzata ogni tanto da momenti psicotico/riflessivi.

Tra l’altro, avete pure sfondato nelle classifiche alterna tedesche!

MIK: Questa cosa mi ha lasciato letteralmente di “merda”, se mi è concesso l’eufemismo!!! Quello che ho trovato particolarmente gratificante è stato il fatto che si trattava di charts indipendenti, ma non strettamente Goth.

Quanto tempo avete dedicato alla stesura dei pezzi?

MIK: Non ci siamo presi un periodo vero e proprio dedicato solo alla composizione di nuovi pezzi; alcuni brani dell’album erano già stati prodotti prima dell’uscita di Roots And The Dust, gli altri sono stati composti e registrati in un annetto scarso ritagliando il tempo da quello dedicato ai concerti che seguirono l’uscita dell’EP.

MIK: Forse nella maniera più ovvia, ovvero, nasce l’idea, spesso da un mio giro di chitarra, che poi si sviluppa in sala prove con il contributo totale della band. Il processo creativo è veramente entusiasmante, pur essendo delirante in alcuni casi, in quanto l’idea di partenza è, a volte, subissata da ulteriori idee, tanto da sparire completamente nel risultato finale.

In ambito strettamente lirico, di cosa trattano?

MIK: Nessuna tematica in particolare, così come nessuna preclusa. Sicuramente prevalenza di tematiche interiori e personali, con chiavi di lettura che comunque vanno oltre il racconto di un’ansia. Insomma le mie “passioni non dette”.

C’è ne è una (o più d’una…) alla quale siete particolarmente legati, o che ha richiesto un maggiore impegno compositivo?

MIK: Tolta “Re-creation”, che resterà per sempre la canzone simbolo della rinascita, sono particolarmente legato a “Dirty floor” e “Hiding” sia per l’aspetto lirico che per quello musicale. Poi in realtà sono legato a tutti i brani, sono tutti in definitiva un bel pezzo di me; il connubio testo/musica dei due citati me li fa amare particolarmente.

Ordeal by Fire

© Ordeal by Fire

Bruno Kramm si è occupato della sola masterizzazione dell’albo, ovvero vi ha supportati anche in fase di produzione? Quale è stato il suo contributo, anche tenendo conto della sua indubitabile esperienza?

MIK: Si è occupato solo del mastering.

Rik: Bruno collabora abitualmente con la Strobelight, quindi è venuto da sé che si occupasse anche della masterizzazione del nostro disco.

Untold passions è uscito sotto l’egida della Strobelight, una label che sta ultimamente proponendo lavori davvero interessanti (come quello degli Human Disease). Si occupa della sola distribuzione e promozione del disco, o c’è un rapporto di collaborazione più profondo?

MIK: La Strobelight si è occupata della stampa, promozione, vendita, distribuzione dell’album. La collaborazione profonda sta per me nel fatto che non è intervenuta nel processo di produzione, pubblicando ciò che noi avevamo creato. Pur non essendo previsto nei termini contrattuali ci ha supportato nell’ambito live, creando situazioni poi concluse da Alex di Ascension Promotions/Magazine in qualità di nostro “magnaccia” oops…. booking agent!!! E poi sopra ogni cosa i ragazzi della Strobelight ci hanno regalato la loro passione.

Chi ha curato la parte grafica del dischetto, davvero gradevolissima e centrata?

MIK: L’abbiamo curata tutti noi, anche se l’esecutore materiale è stato Fabrizio.

Avete effettuato un significativo tour in Germania, con una puntata pure in Polonia. Con quali responsi?

RIK: Sì, lo scorso settembre abbiamo avuto la possibilità di intraprendere il nostro primo tour, anche se non lunghissimo ci ha permesso comunque di prendere finalmente una bella boccata di aria nuova. La vita on the road con gli Ordeal by Fire e gli altri della crew (Alex di Ascension Promotion, il grande Walter Piano, e le nostre fedelissime merchandise-girls India e Barbara) è stata veramente esilarante, dalle chiacchierate/delirio sul van alle devastazioni degli autogrill tedeschi… A parte gli scherzi, anche dal punto di vista musicale, è stata un’esperienza che ci ha regalato diverse soddisfazioni. Fra le serate più belle citerei le date di Varsavia, Tuebingen e Bochum (Pagan Love Songs). Infine, non basterebbe lo spazio di questa intervista per elencare tutte le persone stupende (band, organizzatori, amici) che abbiamo conosciuto in giro per Germania e Polonia.

Fra l’altro, v’è stato un episodio particolarmente interessante: avete diviso il palco con Chris Mc Carter degli Ikon. Che sensazioni avete provato, a suonare un classico come “Shadowplay” con al fianco cotale personaggio?

MIK: Personalmente adoro le collaborazioni a livello musicale e letteralmente impazzisco per queste sorte di jam-sessions live; ho un ricordo molto bello sia per il pezzo eseguito che per il personaggio con cui è stato fatto. Chris è veramente una persona amorevole, poi era la prima volta che cantavo un pezzo insieme ad un altro cantante.

Rik: Anche per me si tratta di un bellissimo ricordo. Chris ha tutte le doti di un grande musicista, talento, professionalità e umiltà. Anche gli altri membri degli Ikon sono ottime persone; avevamo già avuto modo di suonare con loro al Jam di Mestre nell’estate del 2003. Sulla via del ritorno il nostro furgone ha deciso di esalare il suo ultimo respiro e gli Ikon sono stati disponibilissimi a caricare sul loro gli OBF e la loro strumentazione…

Ordeal by Fire

© Ordeal by Fire

La data berlinese del K17 è stata pure filmata da una troupe di cameramen. E’ in programma l’uscita di un video?

Rik: Sì è vero. Finora non abbiamo ancora avuto il tempo di visionare con calma i video e iniziare a lavorare sul montaggio. Speriamo di poterlo fare presto e magari fare uscire qualcosa. Quel video tra l’altro include anche la performance con Chris Mc Carter.

Come giudicate la scena goth europea, a livello di pubblico e di locali, anche alla luce della vostra recente frequentazione di situazioni internazionali?

Rik: Il circuito goth europeo, per la mia esperienza, è molto vario e la situazione cambia molto da una realtà locale all’altra. Sicuramente oggi la Germania è uno dei paesi più fertili per questo tipo di musica. Il party del Pagan Love Songs organizzato a Bochum dai fratelli Thyssen è senza dubbio una delle più interessanti realtà europee in ambito goth.

Vi sono delle nuove band che ritenete di sicuro interesse?

MIK: Io terrei assolutamente d’occhio i polacchi DHM; ho avuto il piacere di vederli dal vivo in quanto nostra band di supporto nella data di Varsavia e hanno veramente spaccato. Poi, nuove si fa per dire, NFD e Voices of Masada. In realtà non vi sono molte bands che mi attirano, sarà che è ancora troppo di moda un certo death-rock che proprio non mi esalta e quindi l’orda di modaioli del momento non mi interessa.

Fra l’altro, negli ultimi tempi, riuscite ad esibirvi con una certa frequenza pure in Italia. E considerando che voi siete una micidiale macchina-live, ritengo che i riconoscimenti non possano mancare!

MIK: Tu sei come sempre troppo gentile!! Effettivamente i live sono il vero punto di forza degli OBF, è il momento in cui tutte le potenzialità della band prorompono facendo bella mostra di sé. Fortunatamente non mancano i riconoscimenti, sopratutto quelli del dopo concerto da parte del pubblico. E’ per me molto gratificante scoprire gente che si è lasciata trasportare dalla nostra grinta, cullare dalle braccia della nostra melancolia; gente che ha sentito sulla sua pelle ogni goccia di sudore che abbiamo prodotto. Sono contento anche di frasi tipo “il gothic-rock non lo ascolto e non mi piace, ma voi siete un’altra cosa, voi spaccate”.

Sempre a proposito di concerti, e riprendendo le precedenti domande, un confronto fra la scena nostrana e quella tedesca. Abbiamo ancora molto da imparare?

Rik: Non è molto piacevole ammetterlo, però il pubblico tedesco è sicuramente più interessato e preparato, soprattutto nei confronti delle novità. In Italia per la maggior parte della gente pare quasi d’obbligo andare a vedere i concerti solo se si conosce già la band in questione… Credimi, non mi sto riferendo alla nostra situazione, vale la stessa regola anche per gruppi stranieri che vengono a suonare in Italia. Chiedi a qualsiasi promoter italiano. E poi non lamentiamoci se la nostra scena è cosi statica…

C’è ancora spazio per il goth basato su chitarra-basso-batteria? Abbiamo lasciato alle nostre spalle gli anni bui?

Rik: Come in tutte le cose, io penso che anche per la musica goth si possa parlare di fasi cicliche. Adesso è tornato il momento del deathrock, e chi ci avrebbe scommesso solo qualche anno fa?

Ordeal by Fire

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Per quanto riguarda un argomento che ci sta particolarmente a cuore, i buoni vini, come è andata in quelle lande? Almeno in questo ambito, spero che la nostra leadership sia ancora indiscutibile!

MIK: E’ assolutamente indiscutibile, ritengo che a livello di vini l’Italia non abbia rivali. Ho avuto già occasioni di assaggiare i vini tedeschi molti anni fa ed infatti sono partito da casa con diverse bottiglie di bianco piemontese, Arneis, Favorita, Erbaluce, che deliziano la mia ugola ormai da tempo durante i live-sets.

Torniamo alla musica. Avete dato alle stampe recentemente un e.p. titolatoChapter I, che ci potete dire al proposito?

MIK: Trattasi di un CDR in edizione limitata a 99 copie ed include 4 pezzi live tratti dal concerto allo Shock di Torino e 2 demo-version di “Re-creation” e “River in Flood”. E’ una pubblicazione strettamente legata al nostro primo mini-tour.

State componendo nuovi pezzi?

MIK: Sì, li sto mettendo sotto i ragazzi con una pioggia di arpeggi, riffs e testi. A parte gli scherzi, stiamo lavorando a materiale nuovo ed alcuni pezzi sono già stati “confezionati” e ne siamo decisamente entusiasti.

Argomento cover: le eseguite per mero divertimento, o volete con queste omaggiare delle band alle quali vi sentite particolarmente legati?

Rik: In realtà non eseguiamo molte cover. Tolta “New Dark Age” dei Sound, abbiamo suonato solo “Shadowplay”, come collaborazione con gli Ikon. In futuro abbiamo in mente di preparare qualche altra cover e la scelta cadrà sicuramente su un brano di un artista che stimiamo particolarmente o su un brano che sentiamo di poter reinventare secondo il nostro stile.

Michele, recentemente ho riascoltato (per l’ennesima volta…) Il regno del vento, il “leggendario” demo dei Sister Zaus. Certo che sarebbe davvero interessante renderlo disponibile anche su CD, considerando che suona ancora attualissimo!

MIK: Mi lusinga il fatto che riascolti Il regno del vento; ad essere sincero anche io lo trovo attuale, magari tecnicamente un po’ immaturo, ma non vecchio. Comunque credo che resterà al suo posto, cioè testimonianza di un passato che ha radici e vive dentro di me e si riflette su ciò che è la mia musica oggi.

Ed ora, cari miei, la classica chiusura: programmi futuri?

Rik: Oltre naturalmente a suonare ancora in giro il più possibile, in questo momento ci stiamo concentrando particolarmente sulla stesura di nuovi pezzi.

Allora, preparo una bella selezione di vinelli per festeggiare! Lascio a voi spazio per i saluti ai lettori di Ver Sacrum!

MIK: Sai che quando si parla di vino non mi tiro mai indietro. Un grazie a tutti i lettori di Ver Sacrum e sopratutto a te.

Rik – Grazie per il vostro supporto. Keep the faith….

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