The Axis Of Perdition: Deleted scenes from the transition hospital

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Non si può certo dire che i The Axis Of Perdition propongano un sound immediato e di facile ascolto, difatti questo loro nuovo lavoro richiede un po’ di tempo per poter essere compreso e apprezzato appieno… Quello che a prima vista sembrerebbe un album dark ambient (fortemente ispirato al suono Cold Meat) si rivela come un qualcosa di ben più particolare nel momento in cui le sonorità oscure e alienanti a cui ho appena accennato lasciano il posto a una sorta di techno-black metal delirante, fatto di veloci sfuriate a base di chitarre stridenti e anche di momenti più atipici e bizzarri, sottolineati da vocals che sembrano provenire dall’oltretomba! Se poi a ciò aggiungete la presenza di un passaggio jazz (al termine del lunghissimo “Pendulum prey – Second incarceration” c’è pure quello!) capirete che questa non è la classica band che ha semplicemente inserito nuovi elementi all’interno di un genere ormai stantio e sorpassato come il black, ma una formazione che è riuscita a rigenerare tale stile a livello strutturale, dando così vita a un ibrido che appare come una perfetta fusione di suoni molto diversi tra loro. In parecchi hanno tentato un’operazione del genere, ma i The Axis Of Perdition sono senz’altro tra quelli che hanno creato le cose più interessanti. Per certi versi il loro cd mi ha ricordato l’ottimo (e malatissimo) Seishinbyouin degli Atrium Carceri, ma ovviamente questo paragone vale solo per una delle componenti del sound proposto dal gruppo, che come ho già detto è così sfaccettato da essere difficilmente catalogabile. Proprio per questo motivo credo che una release del genere potrà attirare tipologie differenti di ascoltatori: magari chi ha familiarità con il metal estremo e contaminato non si stupirà più di tanto sentendo i pezzi inclusi in Deleted…, ma di sicuro questi ultimi sorprenderanno (e non poco!) tutti gli appassionati del dark-industrial di stampo classico…

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