Apocalyptica: Apocalyptica

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Ver Sacrum Gli Apocalyptica sono davvero una delle band più particolari che la scena musicale alternativa ci ha proposto negli ultimi anni… In un primo momento i quattro violoncellisti finlandesi (ora diventati tre) si sono fatti conoscere grazie ad ottime versioni “classicheggianti” di canzoni dei Metallica (il loro primo album è interamente dedicato alla celebre formazione californiana…), e in seguito hanno iniziato a coverizzare brani di altri gruppi famosi (come ad esempio Faith No More e Sepultura), ma anche a comporre materiale originale. Con il passare del tempo quest’ultimo ha definitivamente preso il posto delle cover nelle release della band, che a mano a mano si sono fatte sempre più intriganti e convincenti. Il penultimo lavoro uscito, dal titolo Reflections, era molto valido e curato nei minimi dettagli, ma questo nuovo cd riesce addirittura a superarlo in quanto a dinamismo e compattezza. Ascoltandolo si ha l’impressione di avere a che fare con un’orchestra classica impazzita che non esegue i brani in maniera tradizionale, ma che li stravolge in modo a dir poco bizzarro!! Eicca Toppinen e compagni riescono ad ottenere una gamma di suoni molto varia dai loro violoncelli, difatti all’interno dei pezzi troviamo momenti atmosferici e malinconici ma anche parti talmente “impetuose” e potenti (spesso sostenute dal suono della batteria) da essere paragonabili a certo rock o metal!! Ma la vera novità è che stavolta ci sono pure dei brani cantati, e questa è davvero una sorpresa gradita per chi segue il gruppo dagli inizi (a voler essere maligni è anche un’abile mossa commerciale, visto che gli permetterà di farsi conoscere da gente che magari fino ad oggi lo ignorava!). L’opener “Life burns!”, ad esempio, è interamente cantato da Lauri Ylönen (il vocalist dei gothic-pop-metallers Rasmus); egli compare anche in “Bittersweet”, ma in questo caso si esibisce in un duetto con il bel (???) tenebroso Ville Valo (ascoltate la loro performance e poi ditemi se la presenza del singer degli Him era così fondamentale per la riuscita del pezzo, peraltro bellissimo musicalmente parlando!). Devo comunque sottolineare che le canzoni interamente strumentali non sono certo meno affascinanti di quelle appena descritte, anzi direi che alcune di esse, per bellezza e intensità, sono forse tra le migliori che gli Apocalyptica abbiano mai scritto (e mi riferisco in particolar modo a “Misconstruction”, “Farewell” e “Fisheye”). Insomma, direi che anche stavolta i finlandesi ci hanno confermato di avere talento da vendere, sfornando un lavoro che non solo farà felici i loro vecchi fans, ma che ha pure le carte in regola per fargliene conquistare di nuovi!!

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