Curiosity: The Forced Magician

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Talvolta è proprio vero che l’abito non fa il monaco, il che applicato alle recensioni si declina in “mai giudicare un album dalla copertina”. Dalla cover e dalle note che accompagnano il CD di questa giovane artista americana avevo avuto l’impressione di trovarmi di fronte ad un lavoro pretenzioso, kitsch e senza alcun valore. Se i primi due aggettivi sono in parte adatti a descrivere The Forced Magician senz’altro invece in questo album c’è della qualità. Curiosity Valentine – questo è il nome completo dell’artista che ha realizzato l’album – descrive il suo lavoro come un miscuglio di Industrial e Jazz: se tale formula può sorprendere e magari far storcere un po’ il naso, nei fatti calza alla perfezione alla musica del CD. Certo, quando sentite parlare di Industrial da un americano non dovete assolutamente pensare ai Throbbing Gristle o agli Einstürzende Neubauten: Curiosity costruisce i suoi pezzi con basi elettroniche, talvolta dissonanti, ma mai in modo veramente “rumoroso”. Le sue composizioni sono davvero inusuali, magari non eclatanti ma senz’altro originali. La ragazza ha inoltre dell’indubbio talento: il CD è stato interamente suonato da lei e anche nelle performance vocali se la cava indubbiamente bene. Senz’altro è l’impostazione della sua voce che evidenzia un legame con il Jazz: questo, mescolato ad un gusto per la melodia nelle linee vocali, rende adatti i brani ad un musical, qualcosa di molto strano e oscuro da produrre in teatri off-off-Broadway, magari per la regia di un novello Tim Burton. Come si diceva la musica del CD è davvero eclettica: si va dalle atmosfere circensi di “Play with us” ai toni romantici (ma anche ironici) di “Teardrinking”, pezzo per pianoforte e voce, alle atmosfere più gothic di “Hardwired”. I testi sono molto ironici, magari in modo un po’ infantile, e assolutamente in linea con il personaggio (per una conferma andatevi a leggere le pagine sul suo sito web). Ha nuociuto a The Forced Magician il fatto di essere stato completamente concepito, composto e suonato da una sola persona: senz’altro i pezzi del CD avrebbero guadagnato se lavorati a più mani. Inoltre va registrato che la produzione dell’album è un po’ carente ed è evidente la sua natura amatoriale. Insomma, questo CD non sarà magari un capolavoro però devo ammettere che mi ha davvero incuriosito (se perdonate il gioco di parole…): senz’altro è una delle cose più originali ascoltate in ambito gothic da diversi anni e questo non è certo poco. Concedetegli una chance: se lo merita davvero.

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