Les Anges De La Nuit: Ruins of victory

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Ver Sacrum Pe la serie “Volevamo essere i VNV Nation”, eccovi dagli Stati Uniti, Les Anges De La Nuit, il trio autore di questo “Ruins of victory”, un disco elettro-pop che riesce ad essere convincente e piacevole in ben pochi dei dieci episodi che lo compongono. Melodie e voci sono veramente piatte e scontate, il tentativo di emulare i VNV Nation palese, ma col risultato di sembrare solo una copia sbiadita di Pride and Fall e Namnambulu. “Banish me” è l’unica canzone del disco che riesce veramente a piacermi: beats e sound sono discreti ed il brano ha buone potenzialità per essere sfruttato anche sui dancefloors, anche perchè ha il pregio di non essere prolisso come buona parte dei pezzi che compongono questo album. Prolissità e mediocrità che rendono insopportabili brani come “Forever & a day” o “In the worst time” (che mi ha fatto tornare alla memoria il lato peggiore dei Silke Bischoff). Un disco mediocre per una band che, se vuole avere un futuro, ha ancora tanto da migliorare.

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