Sophia: Deconstruction of the world

0
Condividi:

Ver Sacrum Che Peter Pettersson Bjärgö sia da lunghi anni un musicista talentuoso non c’è alcun dubbio: lo dimostrano a chiare lettere le splendide opera uscite a nome Arcana; si è anche rivelato piuttosto prolifico, trovandosi nella necessità di creare, già diversi anni fa, un secondo progetto, per dare sfogo ad una parte della sua creatività: i Sophia. Fino ad oggi progetto personale del musicista scandinavo, sono per la prima volta un duo, grazie alla collaborazione di Stefan Eriksson; devo dire che l’aggiunta di un secondo membro alla formazione non ne ha alterato molto le caratteristiche sonore, che rimangono decisamente quelle tipiche dei vecchi lavori Cold Meat Industry, in cui si miscelano suoni dark ambient a possenti e marziali strutture ritmiche, con sovrapposizione di suoni campionati; in qualche modo è possibile riconoscere nella musica di questo progetto la stessa mano presente negli sfondi degli Arcana; ma questo forse è anche un limite di molti dei brani dei Sophia, che non sembrano riuscire a brillare di luce propria: molto meno sperimentali e stratificati di quelli di Raison D’Etre, molto meno possenti e distruttivi e coinvolgenti di quelli degli In Slaughter Natives. Ed è forse proprio a causa di questi ultimi che il mio giudizio su questo Deconstruction of the world è un po’ più severo: molto probabilmente la mia opinione sarebbe stata di gran lunga migliore se non mi fosse capitato di ascoltare questo CD quasi contemporaneamente a Resurrection che ha riportato questo genere musicale, che sembrara ormai in fase calante, agli antichi fasti. Come gli altri lavori dei Sophia, ritengo questo CD sicuramente piacevole all’ascolto ma non in grado di raggiungere il livello di qualità di alcuni degli ex compagni di scuderia. Molto bella invece la confezione, in cartoncino di formato allungato e apribile.

TagsSophia
Condividi:

Lascia un commento

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.