All My Faith Lost...: As You're Vanishing In Silence

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Ver Sacrum A quattro anni dall’EP che ne segnò l’esordio, quell’ “In a sea, in a lake, in a river… or in a teardrop” pubblicato dalla Nail Records, tornano i friulani All My Faith Lost, questa volta con un intiero albo. Patrocina l’iniziativa la prestigiosa Cold Meat Industry, offrendo così ai nostri validi artisti l’opportunità di una maggiore visibilità in ambito internazionale. “As you’re vanishing in silence” assembla 10 tracce (oltre alla breve opener “Come close my lover”), delicatissime e segnate da una vena poetica umbratile, evocante sentimenti di quieto abbandono ed intima beatitudine. Sensazioni sublimate dal prevalere di ambientazioni acustiche e chiaroscurali, che possono trovare riferimenti in quanto prodotto da insiemi e solisti legati alla notabile Projekt. L’esile voce di Viola ricama versi struggenti che si distendono placidi su d’uno scarno ordito strumentale, ed il gruppo tratteggia a pastello paesaggi appena sfocati ove predominano toni tenui esaltanti una bucolica quiete che par dissolversi d’un tratto, per lasciar spazio ad elegiache cogitazioni. La magistrale interpretazione di “All day I hear your voice” evoca lontani struggimenti, “Rain has fallen all the day” richiama il lento scorrere delle ore d’un umido pomeriggio novembrino (e quando entra la severa voce di Federico par d’udire i versi d’un Poeta che il Tempo ha celato fra le più recondite pieghe della Memoria, e che il rincorrersi dei plumbei nembi nel ciel rabbuiato evocano d’un tratto!). Non v’è traccia alcuna di forzatura, in “As you’re…” tutto essendo genuino, sincero. “Triste quiete”, “Sleep now”, “Disclose your eyes”… Canzoni volte allo Spirito, all’animo solingo e frastornato che brama Pace. Che inducono al silenzio, alla contemplazione. Lacrime di commozione che rigano volti scavato dalla fatica e dall’insonnia di chi ha visto spengersi colei/colui che più amava, marmi bagnati dalla nebbia, aroma d’erbe e di pioggia, di petali risecchiti di rosa sparsi dal vento su d’una fredda lastra immacolata. Il sole all’occaso ch’accende di viola il cielo, e la nostra anima che s’assopisce paga, come il bimbo nel rassicurante grembo della madre. Bellissime le voci, a volte d’una soavità toccante, altre ferme, accompagnate da piano, chitarre, violino e viola. Grafica adattissima ai contenuti del disco. Altro non voglio aggiungere. A volte le parole non sono sufficienti.

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