Fr/Action: Last Man Standing

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Ver Sacrum La breve “Fade in” c’introduce ad “Aftermath”, ed ecco apparire innanzi a noi l’universo sintetico dei Fr/Action, o meglio di David Friede (la metà dei Ganymede), anima e corpo dell’operazione. Un mondo distrutto dall’apocalisse nucleare, ove domina la violenza, il terrore, ove finalmente giunge il Vigilante, uomo solingo pronto a riportar giustizia e pace. Una diecina di tracce asservite ad un ritmatissimo technopop che non concede tregua alcuna, ideale colonna sonora d’una pellicola atta a descrivere le scene appena tratteggiate. Un balzo nel futuro, ove la forza descrittiva di brani efficacissimi viene amplificata da spaziali fughe di synth, sulle quali si distende la voce narrante di David. Bel disco che renderà felici gli adepti al verbo-EBM, ma che concederà soddisfazioni pure a coloro che ricercano novità e che apprezzano sonorità futuriste ed ambientazioni siderali (“The living and the dead”). Pare davvero di viaggiare nel cosmo, sospinti dal succedersi frenetico dei beats (“Irreversible”), pronti ad atterrare sulla terra devastata, la quale si avvicina sempre di più, avvolta da minacciosi ed obscuri e spessi nembi di polve radioattiva (“Interceptor”). Un CD che avvalora ulteriormente la validità delle scelte effettuate dalla Decadance Records, etichetta che davvero merita incondizionato rispetto a cagione dell’estensiva attività di diffusione e di promozione del pop sinthetico intrapresa con rari (oggidì) impegno e passione fin dalla sua nascita. Da rilevare la presenza di ben due videoclip (di “Partners in crime” e di “Vigilante”).

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