Nine Inch Nails: The Downward Spiral - Deluxe Edition

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A dieci anni dalla sua uscita Trent Reznor ha deciso di pubblicare la riedizione di The Downward Spiral, vera e propria pietra miliare della musica alternativa (e, per la cronaca, mio album preferito di sempre, ma questa è un’altra storia…). Quest’edizione esce in una forma un po’ particolare, ovvero un doppio CD in cui il primo contiene l’opera originale, remixata digitalmente e resa in due versioni, una stereo normale, da ascoltare con gli impianti hi-fi tradizionali e un remix in Super Audio CD, caratterizzato da un suono 5.1 in dolby surround, tipico dei sistemi video home-theatre. Con tutto l’affetto che provo per Reznor la cosa mi sembra un po’ masturbatoria, rivolta all’un per cento (per mille?) di fissati dell’hi-fi e non ai veri appassionati di musica. Se poi questo formato rappresenterà il futuro dell’hi-fi solo il tempo ce lo dirà, ma è pur vero che la diffusione sempre più pervasiva della musica digitale e dei relativi player pone dei seri dubbi su questo scenario. Archiviato il primo CD, passiamo ad esaminare il secondo. Purtroppo di 13 brani solo 3 sono dei veri e propri inediti (le versioni demo di “Ruiner”, “Reptile” ed “Heresy”): il resto, oltre a “Burn” e alla cover di “Dead Souls” rispettivamente prese dalle colonne sonore di Natural Born Killers e de Il Corvo, era già presente in Further Down the Spiral e negli ep di Closer e di March of the Pigs. Di squisita fattura è invece la confezione, davvero “deluxe” e impreziosita da un bel booklet che raccoglie tutti i dipinti che Russell Mills aveva realizzato appositamente per l’album. In conclusione, chi aveva già il CD originale se lo tenga stretto ed eviti di comprare questa Deluxe Edition (a meno che non siate dei collezionisti, ma in questo caso sono certo che la Deluxe Edition ve la siete già presa da un pezzo). Chi invece al tempo aveva perso quest’opera la compri senza indugio, dimentichi il bonus CD, il booklet, il remix 5.1 dolby surround e si concentri sulla musica, per prepararsi all’ascolto di un vero e proprio capolavoro. In fondo l’unica cosa davvero importante è la musica, n’est-ce pas?

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