Siva Six: Rise New Flesh

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Ver Sacrum Gli ex Wintermute Noid (keys) e Z (vocs) esordiscono per la nostrana Decadance (ancora un bel colpo!) con questo autentico concentrato di violenza titolato “Rise new flesh”. Già le due tracce iniziali, “Fire walks with me” e “Streetcleaner”, chiariscono all’ascoltatore quale sarà l’obscuro percorso soniko che sarà costretto a seguire: un micidiale e venefico concentrato di EBM, industrial e power electro che non lascerà scampo. Sopra tutto la seconda, squassata da un ritmo forsennato e resa ancora più drammatica da cupissimi cori, indurrà in chi vi si imbatte, ignara vittima!, un subdolo senso di panico. Certo che la Grecia continua a riservare (piacevoli) sorprese, ed i nostri due (per inciso Noid ha fatto parte dei blacksters Rotting Christ per ben sette anni, mentre Z vanta una onorata militanza in combi quali Horrified e Septic Flesh) non vogliono certo smentire questa tendenza, confezionando un prodotto validissimo sotto tutti i punti di vista, anche, e non ultimo, quello grafico. Merito adunque della attentissima label romana l’aver saputo valorizzare appieno le loro qualità. La tormentata “Another dead world” disegna foschi paesaggi post-atomici, fra dense volute caliginose che si levano verso un cielo plumbeo e malato ed inquietanti rovine di città rese silenti deserti di ferro e cemento. “120 days (in slavery)” è perversa e viziosa, la fredda e chirurgica “Awayk” precede una “Nihil before me” caratterizzata da tastiere ora sacrali ora space. Assolutamente horrorifica è la breve, riuscitissima “Deep black well”, poscia la coppia finale “Nexus 6” e “Become untrue” soggiogano definitivamente l’uditore, degna chiosa di un disco eccellente.

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