The Cold: After All

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Ver Sacrum Sogno o son desto? E’ il 2005 o mi trovo nel bel mezzo degli eighties (che nostalgia…)? Grandi The Cold! Vabbè, a questi volonterosi tedeschi si potrà imputare plagio, assenza totale di personalità… Ma che importa, quando alle loro canzoni va attribuito l’indubbio merito di saper coinvolgere emotivamente l’uditore, provato da troppa musica plastificata attualmente in voga. Sì, proprio una bella manciata di brani che ci riportano dritti dritti indietro nel tempo di una ventina abbondante di anni (si potesse davvero… lasciamo perdere!): chitarre ficcanti, basso vorticoso, cantato epicheggiante (e non citatemi Robert Smith, meglio, solo Robert Smith, Uwe Liebscher deve aver assunto dark/new wave ottantiana in dosi massicce!), batteria rintronante, un gusto spiccato per la melodia (esemplare a tal proposito “Sorrow”) . Risultato: un CD pregevolissimo! E quando il mirabile mix di Cure/Sad Lovers and Giants/Joy Division etc. etc. etc. non soddisfa la vena pomposa e magniloquente dei nostri, ecco giungere a soccorso Monica Richards e William Faith, a dipingere un vero e proprio, piccolo capolavoro di dark-pop quale è la deliziosa “Summertime”! Ma un altro illustre nume ospita “After All”: Andy Sex Gang presta le sue istrioniche vocals sul pezzo di chiusura, quel “”World came down” che pure firma. Altri episodi degni di nota sono la trascinante “Never fall again”, “Sleep but never dream” (echi di And Also the Trees…), la spiritata e sisteriana title-track, mentre una citazione a parte merita la rockeggiante “Hate you”, interpretata con gran trasporto da Uwe. Considerando le sonorità odierne, “After all” potrà apparire mera ed ingenua rievocazione, ma il gran valore intrinseco del quale ogni suo singolo episodio è dotato fuga presto qualsisia indecisione. Bel disco davvero!

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