Ver Sacrum Nome non del tutto nuovo nell’ambiente “alternative” statunitense, la musica di questi Lazy Lane giunge alle mie orecchie da Pittsburg dopo una gavetta di qualche anno, iniziata attraverso la promozione su web (nel compianto sito mp3.com) a cui hanno fatto seguito la pubblicazione di un 7” e di un CD: questo è quindi il secondo lavoro di lunga durata prodotto dal gruppo. La loro musica è una sorta di mescolanza tra un grunge poco rumoroso ma con forti influenze psichedeliche e sonorità shoegazer. La voce fanciullesca della cantante e il modo in cui canta possono ricordare Alison Shaw dei Cranes, pur non avendo un timbro così particolare. Nei suoni siamo invece un po’ più distanti, sia dalla versione più noise dei vecchi lavori degli inglesi, sia da quelli più morbidi del recente corso, anche se brani come “Goth girl”, tutt’altro che gotica ma quasi jazzata (può riportare alla mente certe colonne sonore di Badalamenti), possono ricordarli abbastanza da vicino. Le melodie danno in più di un caso l’impressione di essere già note, a scapito dell’originalità; la chitarra, sempre molto presente, alterna toni graffianti a lunghi assolo, sostenuta da una sezione ritmica un po’ troppo semplice e in alcuni casi alquanto deboluccia, con un basso un po’ troppo in secondo piano. I testi, riportati sul libretto, non mi convincono granchè e ricordano piccole poesiole adolescenziali (“Goth Girl” e “Graveyard”, per sceglierne un paio). Non manca qualche brano più interessante, in cui il gruppo si lancia verso lidi meno standardizzati (“Black Sheep”, ad esempio), ed è in questa direzione che il gruppo dovrebbe cercare di proseguire a mio parere. Quanto detto, unito ad un amalgama imperfetto dei suoni, rende il tutto un po’ leggerino e poco impegnativo, adatto più a fare da sottofondo alle chiacchiere da pub che ad un’ascolto più approfondito.