Tumor: Welcome back asshole

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Ver Sacrum Nuovo album per la terza creatura (in ordine di popolarità e vendite) dello “stakanovista” Chris Pohl. Il ragazzo ama mischiare le carte quando si trova alle prese con il progetto Tumor; se i primi due album erano stati catalogati come “industrial”, il terzo (e per me migliore) “Zombie Nation” era un disco piu’ prossimo a quanto Chris fa con i Terminal Choice, mentre il nuovo “Welcome back asshole” (complimenti per il titolo e la grafica del cd, di rara burinaggine) mescola techno, industrial ed altro ancora in un minestrone poco saporito ed abbastanza indigesto. L’album è stato preceduto dal mcd “Killer Tekkkno” che non ho avuto il piacere (si fa per dire) di ascoltare, ma la canzone omonima, ahimè la ritroviamo anche nell’album ed è veramente un episodio deprimente. La prima sensazione che mi ha dato l’ascolto di questo disco è che Chris abbia voluto cercare di scopiazzare quanto Andy La Plegua (altro stakanovista della sala d’incisione) abbia ultimamente prodotto a nome Combichrist, ma in un ipotetico confronto tra i due progetti, Tumor ne esce massacrato. Uno dei pochi episodi, forse l’unico, meritevole di questo disco è “Raising hell”, brano dalle cadenze apocalittiche, debitore di quanto già fatto in alcuni episodi della discografia dei Terminal Choice, per il resto abbiamo una lunga e tediosa processione di brani piu’ prossimi alla “techno-maranza” che non all’ industrial o all’elettro-dark. Disco che incarna tutti gli stereotipi negativi del “dark-tamarro-teutonico”. Da evitare.

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