Beyond Sensory Experience: Pursuit of pleasure

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Ver Sacrum Sono ormai diversi anni che ascolto la musica prodotta dalla Cold Meat Industry e devo ammettere che non credevo di potermi trovare così in difficoltà nel valutare una delle sue uscite. Il fatto è che, ogni ascolto di questo Pursuit of pleasure mi spinge a cambiare idea sul suo valore; il primo ascolto mi aveva lasciato abbastanza freddo senza colpirmi granché, mentre ascoltandolo più volte ho iniziato a trovarlo più interessante, anche se non saprei dire esattamente quali siano gli elementi che mi hanno spinto a modificare la mia posizione a riguardo. Forse il fatto è che sembra sfuggire alle numerose catalogazioni che sono state inventate in ambito di musica elettronica ambientale: troppo poco cupa per essere dark ambient, troppo sensuale e poco meditativa da essere ambient “purista”, assolutamente troppo poco aggressiva e disperata per essere definita power electronics; eppure, qua è là, contiene un po’ di ciascuna di queste tendenze musicali. Dopo una trilogia, uscita per la nostrana Old Europa Cafè, dedicata alla correlazione tra numeri, musica e vita, in questa prima uscita per l’etichetta svedese, il progetto volge lo sguardo verso la ricerca del piacere sessuale, come si può evincere da alcuni campioni, mascherati ma riconoscibili, presenti nell’incedere dei suoni; l’impressione è che ci sia un’alternanza di momenti di buon valore (mi piacciono, ad esempio, i brani “Anything golden” e “Youth Duality”) e di altri in cui il suono diventa abbastanza noioso e poco significativo e forse, proprio per questo, non riesco a darne una valutazione complessiva unitaria.

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