Daft Punk: Human after all

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Ver Sacrum Dopo Homework (1996) e Discovery (2001) i Daft Punk (duo francese formato da Thomas Bangalter e Guy Manuel De Homem-Christo) tornano con un lavoro nuovo di zecca intitolato Human after all. Gli elementi di cui attualmente si compone il loro sound sono i soliti di sempre (vale a dire la ripetizione costante dello stesso motivetto semplice e orecchiabile, la ritmica mai troppo veloce e il frequente utilizzo del vocoder), ma anche le modalità di composizione non sono cambiate, difatti ai due artisti piace creare brani che prendono spunto da vari generi musicali… L’album si apre con la titletrack, una canzone che rimanda alla peggior disco-dance degli anni ottanta (a causa della melodia stucchevole che la caratterizza), ma che ripropone tale stile in un contesto sonoro che lo stravolge e lo rende più che sopportabile! Si prosegue con “The prime time of your life”, una song che affonda le proprie radici nel synth-pop, e con “Robot rock”, che contiene un riffone 100% metal-style. La quarta traccia si rifà a cose un po’ più moderne e può essere descritta come quella più “EBM-oriented” di tutto il cd, mentre “Make love” è contraddistinta da sonorità molto raffinate e potrebbe essere utilizzata per la colonna sonora di qualche bel filmone romantico… Con “The brainwasher” le cose cambiano completamente, difatti si tratta di uno degli episodi più potenti e aggressivi di questa release, che piacerà parecchio a chi ama la techno e l’electro più “pompata”. Seguono “On off”, un brevissimo intermezzo che propone solo alcuni stralci di conversazioni, e “Television rules the nation”, anch’esso molto legato all’hard-rock e al metal. Per finire troviamo “Technologic”, un pezzo che stilisticamente parlando può essere paragonato al già citato “The brainwasher”, ed “Emotion”, caratterizzato invece da una melodia ultra-pop. Insomma, la ricetta dei Daft Punk è semplice ma efficacissima, inoltre il loro disco è molto gradevole all’ascolto e riesce a convincere fin dalla prima volta (anche perché dall’inizio alla fine si mantiene su livelli molto alti!). Nonostante si distingua più che altro per la grande ripetitività dei brani inclusi non è certo un lavoro che annoia, anzi l’effetto che fa è proprio quello contrario!!

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