Killing Joke

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Killing Joke

© www.killingjoke.com

A distanza di 9 anni dalla loro ultima apparizione a Milano (1996, Democracy Tour), tornano i Killing Joke di Jazz Coleman, un’istituzione della scena post-punk. Teatro dell’evento è il Rolling Stone ed il pubblico accorso è valutabile attorno alle 300 persone, con un’età media ampiamente “over 30”, suddivisa tra i look più disparati: oltre ai canonici “dark” e “punk” abbiamo un nutrito numero di spettatori dal look “insospettabile” ma che manifesteranno nel corso del concerto, un’ottima conoscenza del repertorio dei Killing Joke, a dimostrazione che l’abito non fa il monaco o comunque, una loro passata “militanza” nelle frange dell’audience “alternativa” (da notare l’ostentazione di magliette “d’epoca”, ormai più grigie che nere, equamente suddivise tra Bauhaus, Joy Division, Siouxsie, ecc……..).

Con un lieve ritardo sull’orario annunciato, il concerto ha inizio: Jazz Coleman appare sul palco indossando una tuta da meccanico, sotto la quale sbuca una camicia con colletto da prete, mentre il volto è truccato in modo da farlo quasi sembrare uno degli Slipknot; il suo sguardo è magnetico e basta la sua presenza a surriscaldare immediatamente le frange più “calde” degli spettatori; così, con i suoi movimenti da sciamano, guida il pubblico in un “pogo” scatenato per buona parte dei brani.

L’apertura è subito da infarto con “Wardance” una dichiarazione d’intenti che mette subito le carte in tavola: la scaletta della serata sarà estremamente datata, con una netta preponderanza di brani “tirati”; non mi soffermo sui singoli brani, visto che in calce all’articolo trovate la scaletta integrale, mi limito quindi a sottolineare che (sorprendentemente) eseguono un solo brano (“Asteroid”) dal loro ultimo album e, nonostante le grandi richieste, non eseguono “Love like blood” ed “Eighties”.

La voce di Jazz e l’esecuzione strumentale dei brani sono perfette come su disco ed i Killing Joke dimostrano di essere in gran forma e di essere ancora una spanna superiori a tanti gruppi più giovani, in quanto ad energia e fascino. Sarebbe stato tutto perfetto insomma, se solo questo concerto fosse durato un po’ di più…

Killing Joke

© www.killingjoke.com

Sì, perché includendo anche i tre brani eseguiti nei bis, l’esibizione dura solo poco più di un’ora, nonostante le insistenti richieste di ritorno sul palco da parte di un pubblico tanto soddisfatto per ciò a cui ha assistito, quanto deluso per la brevità dell’evento. Non so se questi tempi fossero già previsti o se Jazz & Co. abbiano ridotto la scaletta per qualche motivo (non credo possano essersi irritati per qualcosa, vista la “calda” risposta del pubblico anche sulle sollecitazioni politiche di Jazz), fatto sta che l’entusiasmo per un ottimo concerto viene alquanto raffreddato dalla sua brevità. Unico neo in una serata veramente memorabile. Sperando di non dover attendere altri nove anni (anche perché non credo che in questo lasso di tempo Jazz & co, saranno ancora in circolazione) prima di poterli rivedere.

Scaletta
Wardance
Primitive
Sun goes down
Darkness before dawn
Frenzy
Requiem
Asteroid
Whiteout
Wait
Are you receiving?
Pssyche

Bloodsport
Change
Pandemonium

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