New Order

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New Order

© www.neworderonline.com

Anno dopo anno, sto coronando il sogno di vedere alcuni dei gruppi a cui sono più legato, quelli che tanti anni fa, hanno generato il mio amore per certa musica, realizzando anche sogni che sembravano impossibili (mi sto riferendo in primis alla reunion dei Bauhaus di qualche anno fa). L’evento di stasera non è a quei livelli, ma ci va vicino; i New Order sono un gruppo che apprezzo da tanti anni, hanno realizzato dischi memorabili, anticipando tendenze ed influenzando miriadi di gruppi, inutile poi negare che il passato di questi signori (Joy Division) rappresenti qualcosa di indimenticabile ed il fatto che nei loro live-show eseguano sempre alcuni brani di quel repertorio, rappresenta un ulteriore stimolo per assistere ai loro concerti. Dopo la scomparsa di Ian Curtis, decisero giustamente di chiudere il capitolo Joy Division e proseguire la carriera con un nuovo nome ed evolvendo il proprio sound verso dimensioni sempre più pop, influenzate dall’elettronica, ma mantenendo sempre e comunque classe e genialità.

Questa sera, finalmente, grazie agli organizzatori del Traffic Festival, abbiamo l’opportunità di assistere ad un loro concerto sul suolo italiano; la location è all’interno del Parco della Pellerina a Torino; il sottoscritto giunge sul luogo verso le 20.00 e subito si incontrano amici giunti da ogni angolo d’Italia; come già avvenuto due giorni fa, in occasione del concerto dei Killing Joke a Milano, l’età media è superiore ai 30 e si vedono facce che ormai si incontrano solo, o quasi, in occasione dei “grandi eventi”. Col passare del tempo, l’afflusso di gente si va intensificando, tanto che quando inizierà il concerto dei New Order (preceduti dall’esibizione degli 808 State, su cui preferisco sorvolare), il colpo d’occhio sarà notevole: diverse migliaia di spettatori (alcuni sono forse solo curiosi, visto che l’evento è gratuito), alquanto eterogenei per età e look.

Bernard Sumner & Co. appaiono sul palco, salutati dall’ovazione del pubblico; i “ragazzi” sono prossimi alle cinquanta primavere, ma sul palco (Peter Hook su tutti) dimostrano di avere ancora tanta energia e si producono in un concerto veramente bello, incentrato su una scaletta magnifica, in cui trovano spazio anche quattro (attesissimi) brani del repertorio Joy Division; mi guardo attorno durante l’esecuzione di “Atmosphere”, “She’s lost control”, “Transmission” e “Love will tear us apart” (queste due cantate in coro dalla quasi totalità dei presenti) e vedo che non sono l’unico a provare quasi una sorta di commozione….. gli anni passano, le cose cambiano, ma questa sera stiamo assistendo alla riproposizione di un pezzo di storia della musica!

Per quanto concerne il repertorio New Order, ci propongono, giustamente, una sorta di “greatest hits”, aprendo in maniera splendida con “Crystal”, presentando solo due brani (“Krafty” e “Waiting for the siren’s call”) dal loro, comunque ottimo, ultimo album e, tra i brani più datati, eseguono “Everything’s gone green”, pezzo che, come sottolineano, manca da molto tempo dai loro live. Rimango parzialmente deluso solo da “True Faith” (peraltro uno dei loro brani a cui sono più legato), proposta in un arrangiamento un po’ troppo “techno”.

Alla classica “Blue Monday” il compito di chiudere questo magnifico concerto; un evento che porterò a lungo nel cuore e che mi ha fatto provare sensazioni profonde quali solo certa musica, quella che “hai dentro” può farti provare. Mi guardo attorno, vedo volti soddisfatti come il mio e penso che sia stato bello ed indimenticabile essere stati qui stasera.

Scaletta
Crystal
Regret
Love vigilantes
Krafty
Transmission
Atmosphere
Everything’s Gone Green
Waiting for the siren’s call
True Faith
Bizarre Love Triangle
Love Will Tear Us Apart
Temptation

Your silent Face
She’s Lost Control
Blue Monday

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