Shamrain: Someplace Else

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Ver Sacrum Freschi di nuovo contratto discografico, ora fanno parte della scuderia Firebox, i finnici Shamrain ripropongono con “Somewhere Else” il loro peculiare ed intrigante mélange di tetraggine e melodia. Mika Tauriainen interpreta con gran sentimento queste tracce, tutte impostate su tempi lenti e solenni, a tratti vocalmente ricordando il Bret Anderson (Suede, ora coi suoi Tears) più decadente. Un disco che già dal primo ascolto va ad inserirsi di diritto nella schiera dei miei preferiti, e che dichiara la maturazione definitiva del gruppo e lo sviluppo compiuto delle idee già presenti su “Empty world excursion” del 2003. Dall’introduzione affidata ad “Into nothingness”, attraversando le brume crepuscolari che cingono “Still aeon” e “To leave”, fino a giungere a quel piccolo capolavoro di tristezza che è “Aura”, è un susseguirsi di emozioni, ove la componente prettamente dark si fonde meravigliosamente e naturalmente con ambientazioni eteree e sospese. Anche nei rari episodi più movimentati il gruppo controlla con efficacia lo svolgersi del pezzo, facendogli acquisire un particolare flavour epico (“Slow motions”, fra l’altro graziata da un soave coro muliebre). E’ certo musica non destinata all’uso delle masse, quella propostaci dagli Shamrain, scevra bensì di qualsisia residuo imbarazzante di tracotanza. Potrebbe davvero, considerato il successo esponenziale di insiemi quali Coldplay et similia, raggiungere un discreto riconoscimento, se non volesse quasi auto confinarsi in quel settore destinato a pochi estimatori, limitando i tratti più marcatamente pop a pochi passaggi. Senza per forza voler apparire elitari, gli Shamrain compongono ed eseguono per il gusto di creare tracce significative, altrimenti non avrebbero senso brani quali la classicheggiante “The missing pieces”, la quale nella sua disadorna trama esplica una vigorosa espressività, la dolente “A Woeful song” o la mesta e quasi doomeggiante “Laren U Freht Ona”. Non a caso, la finale “The empty flow” si dipana lungo ben dieci minuti, dichiarando con questo la sua totale a-commercialità! E’ con piacere che si deve accogliere opere come questa, perchè ci accompagneranno a lungo. Il tempo non può confinare i sentimenti più puri…

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