Supreme Court: Yell It Out

0
Condividi:

Ver Sacrum Interessante seconda uscita per Supreme Court. “Yell it out” poggia su una produzione ottima e sonorità nitidissime, grazie alle quali ogni singola track può venir assimilata con grande soddisfazione del fruitore. Sonorità avanguardistiche ed un tratto riconoscibile fanno di loro uno dei gruppi più interessanti del panorama elettronico, e questo disco non può che confermarlo. Il riconoscibilissimo timbro di Kay Hartel ed il trasporto col quale interpreta le intelligenti liriche fanno inoltre davvero la differenza, rendendo “Yell it out” un prodotto destinato a resistere alla caducità delle mode, non solo un disco da dancefloor dalla esistenza effimera. Numerosi gli episodi da rilevare, come “Natural born victims” e la dura “Corroded brains”, o lo squassante strumentale “A.L.S.-S.L.A.”, ma le undici tracce che compongono il CD (più intro) godono tutte di luce autonoma. Il ritmo di “Never again” è vorticoso ed il pezzo assolutamente riuscito, “Terror chat” è terribilmente attuale (ed ancora una volta va rilevato l’impegno di Kay nell’articolare testi levanti dure denunzie: “connecting in a pervert’s world/you satisfy your sickest lust…” sono parole che ci richiamano alla tristissima realtà della cronaca quotidiana). E’ questa la componente che, più d’ogni altra, rende “Yell it out” un disco di fondamentale importanza: il suo essere calato nel presente, il tentativo di provocare una reazione, di far riflettere. Eccellente pure la parte grafica. Verdetto assolutamente favorevole!

Condividi:

Lascia un commento

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.