Aa.Vv.: The Nomadism

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Ver Sacrum Ottimo esordio per la neonata etichetta Nomadism Records, questa piacevole collezione di songs che rappresentano un autorevole documentario della scena goth contemporanea. E’ da apprezzare la scelta di affiancare ad acts dalla notorietà ormai consolidata altri certamente meno noti. Fra i primi spiccano i Fields Of The Nephilim con la conosciutissima “One more nightmare” (il pezzo più datato della compilation), ed i loro discendenti Last Rites ed N.F.D., che con Clan Of Xymox (un estratto da “Farewell”, la bella “It’s not enough”) e Mephisto Walz (“Our flesh”) rappresentano indubbiamente le star del disco. Non sfigurano altri nomi non nuovi come i Catastrophe Ballet (con l’inedita “The key to your world”) ed Arts Of Erebus, mentre sorprendono, tra i volti nuovi, le prove di Phoenix & The Oracle Of Zahyrus, autori di un vigoroso goth innerbato da scariche elettro (loro l’opener “Transira”), e la triade rappresentata dai sudafricani The Awakening e dai baldi Soulscape e Reptyle, a proposito dei quali invitiamo i nostri attenti lettori a riandare alle rispettive recensioni pubblicate su queste stesse pagine i mesi trascorsi. Impossibile non citare i Voices Of Masada di Denny Tartaglia ed il loro nostalgico e severo brit-goth ed i bravi Saints Of Eden di Cian Houchin, qui rappresentati da “Raindrops”. Come è giusto, chi fa gli onori di casa oltre ad aprire si assume l’onere pure di darci commiato: “A falling affair” ci mostra l’altro lato di Phoenix, quello più enigmatico e notturno, ed esalta la voce di Marfa Morskaja. Bella raccolta, dai suoni brillanti ed omogenei e dal packaging indubbiamente accattivante. Con il sincero auspicio che per la Nomadism Records questa rappresenti solo la prima di una lunga serie di uscite!

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