Analogue Brain: Electroshock

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Ver Sacrum Album d’esordio per Analogue Brain, ennesima elettro-band di provenienza teunica che ha comunque il merito di presentarsi con un album piu’ che discreto, strutturato su buone canzoni che alternano i classici tormentoni da discoteca, con brani meno frenetici. Ottima l’iniziale “Heart of steel”, un brano frizzante che si giova anche dell’apporto di un vocalizzo femminile; segue la gà nota “Fly in an amber” (edita in precedenza su “Machineries of Joy vol.3”): un bel pezzo elettro-dark, melodica e ballabile. Tra i brani successivi, note di merito per “There must be more” (un pezzo irresistibile), “She said” (crepuscolare elettro-ballad) e sopratutto, “Cold as stone”, una delle frecce piu’ acuminate nella faretra della band tedesca; peccato per la conclusiva “Dead keen on (cut one)” : un pezzo di pura “techno-maranza” che fa perdere almeno mezzo punto alla valutazione del cd. Un esordio comunque piu’ che discreto, di cui sottolineo inoltre la scelta di “vocals” naturali (o solo leggermente effettate) anzichè l’ormai inflazionatissima voce distorta “alla Hocico” che sembrava esser divenuta peculiarità di quasi tutte le band elettro emergenti.

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