Elusive: The Great Silence

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Ver Sacrum cuore, posto dinanzi a cotali melodie dirette discendenti dei migliori Sisters/Mission? Ahi lasso!, addio imparzialità… Ma che importa, quando un disco è suonato con tale passione, con tale carica genuina! Grandi Elusive, mi mancavate, il vostro “The great silence” riprende con coraggio la imprescindibile lezione dei maestri poc’anzi citati, adattandola al presente, ed il risultato è davvero eccezionale. Una bella collezione di tracks ove emergono grande competenza e creatività ed ove viene sciorinata con disinvoltura la notevole padronanza tecnica dei nostri compari, con la voce stentorea di Jan K. Barkved a guidare la marcia, e le ficcanti chitarre di Kristian Gundersen e di Tommy Olsson pronte a trasformarsi in affilate sciabole, ma anche ad operare di finissimo cesello quando l’atmosfera del brano lo esige. La melancolica ballad “Lost in the rain” rapisce l’ascoltatore, cullandolo colle sue dolenti note dal mesto fluire, la title-track si rivela roccioso hard-dark-rock, andando a rielaborare i The Mission di “Children”, “Passage”, posta in chiusura dell’albo, è di pura scuola sisteriana, con un bell’impennarsi delle sei corde a rinvigorire il costrutto di un brano di grande qualità. “She’s a river”, “You”, “Coming home” e “Summer” si pongono fra i classici del goth-sound, ma “The great silence” ci offre ulteriori spunti degni di onore. Ensemble maturo, questo degli Elusive, ospiti fra l’altro di numerosi festival (M’Era Luna del 2002, headliners a Geel, 2003 ed a The Invitation del 2004, situazioni queste che hanno contribuito ad accrescere la loro fama di performer navigati), che conferma quanto già proposto col debut “Destination zero” del 2001, non per nulla nominato “best album since 1986” dal magazine teutonico Amboss. Certo, sarà solo gothik-rock, ma quanto ci piace!

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