Kooper Kain: Something Collides Inside

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Ver Sacrum Fa indubbiamente piacere constatare come il sottobosco goth sia popolato da una vivace comunità ospitante nuove leve che possono rappresentare, se matureranno, il futuro della nostra musica. E’ il caso dei canadesi Kooper Kain, i quali, pur proveniendo da una area geografica svantaggiata dal punto di vista del sound che amiamo, non per questo soffrono di complessi di inferiorità nei confronti di chicchessia. “Something collides inside” consta di diciassette tracce che complessivamente sfiorano i settanta minuti di musica, e questo è l’unico aspetto negativo del disco. Una sforbiciata ai pezzi avrebbe senza altro giuovato alla dinamica dell’opera, che alla lungo può risultare appesantita proprio dalla consistenza della sua proposta. Fortunatamente, tutti godono di buona salute dal punto di vista qualitativo. “SCI” miscela con sapienza goth ed elettronica, cosicchè ogni singolo episodio potrebbe essere proposto senza tema di insuccesso in qualche club dedito alle danze, risultando accattivante pure per coloro che apprezzano sonorità più vigorose. Su tutto svetta la bella e versatile voce di Kooper: non prendetemi per pazzo, anche se il contesto è assolutamente diverso, a tratti mi ricorda quella della buonanima di Billy McKenzie, senza possedere comunque la incredibile versatilità dello scozzese. Sarà perchè ultimamente gli Associates frequentano spessissimo il mio lettore CD… Ma pezzi come “Deep dark water/possessed by Jeff Buckley” (che titolo, mitici Kooper Kain!) e “Fall enfold” hanno rafforzato questa mia sensazione! Nei momenti più vigorosi, fa capolino lo spettro del vizioso Marilyn Manson e della sua gang, come nel caso di “Grave” o di “You and I alone”, ma “Ever wished”, “You had it coming” e l’enigmatica “Singing bones” rifulgono di luce propria, quest’ultima poi vanta un inserto di violino che la rende davvero particolare: chitarre alla Calexico, batteria appena strofinata, voce sofferta ed, appunto, il violino a straziare i nostri animi. Una sensazione di agghiacciante sospensione, nell’attesa che qualcosa di assolutamente funesto si consumi… Ma cosa? Ma pure nel finale “Something collides inside” ci riserva delle liete sorprese: le fascinose “The ghost of desert twilight”, pura ambient che porta alla luce il lato più intimista e profondamente dark del quartetto (ospiti d’onore i vocalizzi dell’eterea Megan Engel) e la sua obscura sorella “Outerstellar”. Segnatevi questo nome sulla vostra agenda e salpate alla ricerca dei Kooper Kain!

Per informazioni: www.snratio.com
Web: http://www.kooperkain.com
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