Daniele Brusaschetto: [Mezza luna piena]

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Ver Sacrum Daniele Brusaschetto è davvero un personaggio particolare della scena alternativa italiana, non solo perché attivo su più fronti (troverete infatti in queste stesse pagine la recensione del disco di uno dei suoi tanti side-projects, gli Ich Niente), ma perché nella sua carriera non è mai riuscito a raggiungere un pubblico diverso da quella “elite” di ascoltatori che lo segue da anni. Leggendo le note biografiche del chitarrista/cantante torinese si rimane stupiti dall’enorme numero di concerti tenuti dal 1995 ad oggi (che lo hanno portato a suonare anche in molti paesi europei e negli Stati Uniti), ma quello che impressiona di più è la discografia, che è davvero qualcosa di sterminato se si vanno a contare anche le partecipazioni a compilations e le varie collaborazioni. [Mezza luna piena] è il suo quinto cd ufficiale (considerando solo quelli a nome DB ovviamente, perché poi ci sono tutte le varie uscite sotto altri monicker…) e ci propone un sound raffinato, colto, per nulla scontato e ricco di sfumature. In generale si potrebbe parlare di rock sperimentale, di un specie di mix tra la nuova musica autoriale italiana e certe sonorità electro/noise, un po’ come se queste canzoni fossero il frutto di una collaborazione virtuale tra i Marlene Kuntz, Franco Battiato e qualche artista dell’ambito elettronico. Gli umori presenti all’interno dell’album sono molteplici, difatti in alcuni casi si fa un po’ fatica a comprendere certi passaggi repentini tra suoni a volte soft e ricercati e altre volte invece fragorosi o pesanti, ma devo dire che i tredici brani inclusi hanno un discreto fascino. Di sicuro non basta un solo ascolto per arrivare ad apprezzare appieno questo tipo di cose, ma del resto non credo che il dar vita a composizioni immediate o di facile interpretazione sia mai stato nelle intenzioni di Brusaschetto. Per quanto riguarda le singole track, mi sono molto piaciute “Ultima thule”, “Nuovi operai”, “Ciao bellissima”, “Dicètecelo” (sia per quanto riguarda le “bizzarrie” musicali proposte, sia per l’interpretazione vocale…), ma anche strumentali come “Stella stellina” o “Bandieralvento” non sono affatto male (anche se, stilisticamente parlando, sono piuttosto “convenzionali” se paragonate alle song citate in precedenza). Non so se con questo nuovo lavoro il musicista piemontese riuscirà a far circolare maggiormente il proprio nome, ma penso che le persone interessate a conoscere band/artisti che non hanno paura di sperimentare dovrebbero procurarselo, perché potrebbe davvero riuscire a stupirle!

Per informazioni: http://www.barlamuerte.com/; http://www.dizlexiqa.tk/
Web: http://www.danielebrusaschetto.com/
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