Funker Vogt: Navigator

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Ver Sacrum Vi sono artisti che, a torto o ragione, giungono ad un punto della propria carriera in cui sentono bisogno di cambiare stile (gli ultimi album di VNV Nation e, sopratutto, Apoptygma Berzerk ne sono un chiaro esempio) ed altri che invece rimangono rigidamente fedeli al proprio stile. In quest’ultima categoria rientrano sicuramente i Funker Vogt che però con “Navigator” non solo producono un disco contraddistinto dal loro tipico sound, ma si appiattiscono su canzoni che mancano di mordente e degli spunti che (seppur in maniera non esaltante) avevano contraddistinto i piu’ recenti “Machine Zeit” e “Survivor”. Non è servito nemmeno andare a riesumare il mitico “Tragic Hero”, ora divenuto “Fallen Hero”, in un brano (primo singolo estratto dall’album) che non ha nemmeno un decimo del fascino del suo predecessore. “Navigator” si riduce così ad essere un freddo esercizio di stile, la ripetizione di un clichè ormai un pò logoro, senza nessun particolare guizzo. Le prime 11 tracce si riducono ad essere una sequela di brani mediocri e molto simili tra di loro; per trovare qualcosa di diverso bisogna attendere gli ultimi due brani: “Fuer dich” è un brano romantico (magari anche un pò sdolcinato), abbastanza insolito per i Funker Vogt e che può rivestire il ruolo che nell’album precedente era toccato a “Red Queen”, mentre la conclusiva “Vorwaerts” si rivela come la migliore del disco: un brano duro ed aggressivo che rimanda ai primi album della formazione tedesca. Troppo poco per promuovere questo disco.

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