Goldfrapp: Supernature

0
Condividi:

Ver Sacrum I Goldfrapp (duo composto dalla cantante e tastierista Alison e dal compositore di colonne sonore Will Gregory) sono stati uno dei nomi di punta della scena trip-hop e del Bristol sound, difatti il loro esordio (dal titolo Felt mountain) è considerato come uno degli album più rappresentativi di quel particolare ambito musicale. Le melodie raffinate e le atmosfere da sogno che lo caratterizzano avevano convinto una folta schiera di ascoltatori, ma questi ultimi cominciarono a storcere il naso già con l’uscita del successore Black cherry (2003), disco di matrice electro-pop da molti considerato spudoratamente commerciale. Insomma, viste le premesse non oso immaginare cosa diranno i fan della prima ora quando ascolteranno questo Supernature, lavoro “furbo” e accattivante che sembra una sorta di collage tra generi diversi e che ci regala musica che appare allo stesso tempo nuova e scontata. In effetti la mia ultima affermazione può sembrare un po’ un controsenso, ma il fatto è che le tracce incluse nel cd non sono così facilmente etichettabili come potrebbero sembrare la prima volta che le si sente. Si tratta di materiale molto “easy” e questo è innegabile, ma se si cerca di analizzarlo nel dettaglio ci si rende conto che è il frutto di un processo di fusione di stili abbastanza elaborato. L’iniziale “Ooh la la” richiama certa electro minimale di qualche decade fa, ma ad essa si aggiungono sonorità rockeggianti che danno vita ad un qualcosa di abbastanza simile a quanto proposto di recente dai The Kills, mentre le successive “Lovely 2 C U” e “Ride a white horse” sono ottimi esempi di dance anni ottanta. Con “You never know” le cose cambiano radicalmente, difatti essa è caratterizzata da melodie ricercate e intriganti, che rimandano addirittura alla darkwave più eterea e raffinata, ma anche “Let it take you” è molto diversa dalla triade iniziale (sembra quasi di sentire un brano trip-hop cantato dalla vocalist dei Cardigans!!). Subito dopo è la volta di “Fly me away”, che piacerà parecchio agli appassionati di synth-pop, e di “Slide in”, che invece si avvicina di più a territori electroclash. Ancora synth-pop con “Koko”, mentre la deliziosa “Satin chic” si mette in evidenza per l’abbinamento tra sonorità da cabaret anni trenta e la moderna musica elettronica. In chiusura ci sono l’evanescente “Time out from the world”, che a tratti fa venire in mente gli Air (ma anche i Massive Attack) e “Number one”, che ancora una volta mostra la propensione dei Goldfrapp verso il pop da classifica. Non so quanti dei lettori di Ver Sacrum saranno incuriositi da un prodotto del genere, ma credo che i più open-minded potrebbero trovarlo interessante, anche perché le canzoni che contiene sono piuttosto gradevoli e formalmente molto curate. Se invece siete tra coloro che mal sopportano le cose troppo sdolcinate vi consiglio di girare alla larga da Supernature, perché non è proprio il disco che fa per voi!!

Condividi:

Lascia un commento

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.