In Vitro Test: L'age du triangle d'or

0
Condividi:

Ver Sacrum Il nome In Vitro Test mi ha riportato indietro di diversi anni nel passato, direi almeno un paio di lustri, ad epoche in cui ordinavo demo tape inviando lettere cartacee: in questo caso si tratta di Carichi Sospesi una compilazione su nastro di brani di gruppi italiani, in buona parte poco conosciuti e facenti parte dell’area industriale ma accostati a un paio di nomi decisamente più noti come Ataraxia e Runes Order. All’epoca la scena in Italia (ma non solo) era decisamente più esigua di oggi e con il tempo è cresciuta sia a livello numerico sia a livello qualitativo. Vecchi ricordi e nostalgie a parte, avevo assolutamente perso di vista il nome In Vitro Test, progetto che, infatti, aveva preso un periodo sabbatico e che era ricomparso solo nel raro CD “Circolo della vela vol. 1”. Il lavoro in oggetto è costituito da brani incisi tra il 2002 e il 2003 e provenienti da diversi progetti: in buona parte (cinque brani su otto) sono tratti da un lavoro intitolato Souvenir du triangle d’or; oltre a questi, un brano proviene da un’opera mai pubblicata integralmente intitolata “Le dernier jour dans l’espace” e, infine, sono presenti due cover (“Knocking on heaven’s door” e “Mein papa”). Non posso dire che la provenienza dei brani da lavori (si tratta quasi sempre di concept album) differenti non si noti: vi è una disomogeneità di fondo che dà la netta impressione di trovarsi di fronte ad un lavoro costruito in maniera un po’ forzosa. Da un punto di vista musicale, In Vitro Test si muove in ambienti che spaziano un po’ tra la space music, l’ambient di matrice oscura e il folk apocalittico ma non riesce, a mio parere, a mostrare una personalità abbastanza forte da lasciare un segno nell’ascoltatore. A tratti si fa anche abbastanza interessante ma in altri punti ho l’impressione che risulti un po’ scontato in certe soluzioni (i gemiti campionati, le voci tratte da comunicazioni spaziali in “Le dernier jour dans l’espace”, la chitarra distorta nella cover di Bob Dylan, a mio parere il brano meno valido del CD). Sicuramente utile come lavoro promozionale per confermare agli “addetti ai lavori” che il progetto esiste ancora e produce nuovi lavori, trovo che L’age du triangle d’or non abbia le caratteristiche adatte a diventare, così com’è, un prodotto commerciale.

Condividi:

Lascia un commento

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.