Kaiser Chiefs: Employment

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Ver Sacrum Mi piacerebbe sapere cosa passa per la testa dei componenti dei Blur da qualche mese a questa parte, da quando cioè i giornali inglesi si stanno occupando di questa nuova band di Leeds chiamata Kaiser Chiefs, che di sicuro deve molto agli autori di Parklife e The great escape… Per la verità non mi stupirebbe affatto scoprire che il vocalist dei Kaiser ha una venerazione per il buon Damon Albarn, dato che ha un modo di cantare molto simile al suo e fa di tutto per assomigliargli fisicamente, ma anche il resto del gruppo qualche spunto dai brani di Graham Coxon e compagni deve pur averlo preso… Detto ciò bisogna aggiungere che Employment è un gran bel dischetto di brit pop ultra-orecchiabile e che le somiglianze di cui ho appena parlato non disturbano più di tanto, anche perché il quintetto non si limita a riproporre tout court una formula già collaudata, ma cerca di spaziare abbastanza nei generi, dando vita a composizioni che si fanno apprezzare per la loro energia, per l’efficacia e, perché no, anche per il loro appeal spudoratamente commerciale. È infatti difficile rimanere indifferenti e non lasciarsi trascinare dal ritmo indiavolato di “Saturday night” (un pezzo che ricorda molto il glam rock degli anni settanta), dal ritornello accattivante di “Oh my God”, dalla frenesia post-punk di “I predict a riot” e “Time honoured tradition”, dalle melodie beatlesiane di “You can have it all” oppure dai coretti (un po’ scemi per certi versi, ma tremendamente “catchy”…) di “Na na na na naa”. C’è infatti da dire che le canzoni dei KC sono molto adatte a situazioni danzerecce (del resto una di esse si intitola addirittura “Born to be a dancer”!!), e che di sicuro quest’estate avranno spopolato nelle discoteche alternative inglesi, oltre che in quelle di mezza Europa. In Italia si sa, arriviamo quasi sempre per ultimi, ma penso che anche qui avremo modo di sentire brani come “Everyday I love you less and less” o “Modern way”, specie durante le ormai classiche serate dedicate agli anni ottanta e a tutte le giovani band che si rifanno alla musica di quel periodo. Insomma, come avrete capito Employment è uno di quei cd che non possono mancare nella collezione di tutti coloro che stanno seguendo con interesse l’evoluzione della nuova scena rock alternativa britannica, per cui il mio consiglio è di procurarvelo al più presto se fate parte di tale categoria!

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