The Last Dance: Once Beautiful

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Ver Sacrum Una delle poche realtà ancora valide (almeno a mio parere) del panorama “gothic” attuale, sono i californiani Last Dance, che con “Once beautiful” ribadiscono la loro vena artistica, già evidenziata al grande pubblico con il precedente “Whispers in rage”. Lo stile della band americana poggia sempre sul bellissimo suono della chitarra di Rick Joyce e sulla inconfondibile voce di Jeff Diehm, regalandoci altre ottime canzoni che esprimono un gothic sound di altissimo livello, ricco d’intensità e sentimento. Il nuovo album si apre in maniera strepitosa, con due brani magnifici (“Distantly” e “Once beautiful”) che riprendono le atmosfere dei migliori brani dell’album precedente: un sound epico, drammatico e romantico per brani che mi coinvolgono in maniera totale e che da soli varrebbero l’acquisto del disco, ma ovviamente gli episodi buoni non sono finiti ed il proseguo del disco ci offre altre ottime canzoni come “Wish you closer” che vede la partecipazione di Tina delle Switchblade Symphony e “Desperately Still”, già apparsa come inedito sul cd di remix “Reflections of rage”. Con “Once beautiful” i Last Dance hanno quindi realizzato un altro ottimo album, degno successore di “Whispers in rage” e che li conferma come i piu’ illustri esponenti di un gothic-sound pregno di emotività e romanticismo. Canzoni che vengono dal cuore, canzoni che sprigionano sentimenti, per la gioia degli ascoltatori piu’ sensibili.

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