Com.pulsion: Machines

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Ver Sacrum Pur essendo una prima, questo “Machines” degli iberici Com.pulsion è davvero intrigante, ricco di atmosfere elettro viranti decisamente al melodico, come sapientemente evidenziato sin dall’opener “Enemy”. Un melange soniko accuratamente assemblato dal trio che vede nelle ammalianti vocals del cantante Luis Carlos Alcazar il degno contraltare agli articolati costrutti delle tastiere di Miguel Angel Lacal e di Juanju Rodriguez. Pigia sull’acceleratore la sostenuta “One day”, con dei synth spaziali a disegnare rigenerate coordinate per un genere, l’elettro-pop, che sovente accusa imbarazzanti momenti di stanchezza creativa. La darkeggiante ed enigmatica “Uneraseable passion” e la sua gemella “Two is one” emanano un flavour notturno ed ambiguo, sottolineato dalla perfo di un Alcazar quanto mai espressivo ed a suo agio su coordinate stilistiche che riscuoteranno i favori dei cultori dei Depeche Mode, il peculiare trade-mark dei quali fa sovente capolino fra i microsolchi di “Machines” (si ascolti p.e. “My complusion”). Il quale, non ostante il titolo, che indurrebbe a catalogare la presente opera fra quelle asservite al più algente synth-pop, omaggia anche il lato più fisico e carnale della elettro-wave. Un dischetto piacevolissimo e curato sia nella produzione che nella grafica, a renderlo completo fin nei minimi particolari, ed in questo la brillante label Decadance Records c’ha ormai adusati. Il booklet infatti, dominato dal rosso e dal bianco, richiama candore e lascivia, come nella lenta “Doors of sin”, altro pezzo che è doveroso citare, col suo ritmo mellifluo e l’incedere peccaminoso del cantato. L’alternarsi fra situazioni sostenute (ottima la dinamica “Clock only works onward”, con porzione finale rallentata che la rende degna della sound-track di una moderna versione del classico “The persuaders”!) ed altre più pacate induce all’ascolto reiterato del Cd, senza che questo risulti menomamente tedioso. La varietà e la freschezza, unite all’assenza di tracce fuori luogo o semplicemente di rimpiazzo, garantiscono il successo di “Machines”.

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