Feindflug: Volk und Armee

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Ver Sacrum A tre anni di distanza da “Hirnschlacht”, ecco il nuovo album dei Feindflug, indiscutibilmente una delle migliori band dell’area elettro-industrial e “creatori” di un riconoscibile stile che fonde le asperità del sound elettronico con atmosfere grige ed apocalittiche. Ritroviamo quindi in “Volk und Armee”, le tematiche belliche e militaresche che sono il trademark della band tedesca e che vengono ribadite sin dal titolo (che significa “Popolo ed esercito”) e dalla bella veste grafica, con una copertina che rappresenta al meglio il titolo stesso. Musicalmente non andiamo incontro a nessuna grossa novità, con 14 brani (come sempre rigorosamente strumentali, se escludiamo i soliti campionamenti vocali) che disegnano consueti panorami bellici, tra deflagrazioni sonore ed improvvisi cambi di marcia, tra brani dall’incedere incalzante ed altri maggiormente “atmosferici”; il tutto va a costituire un piccolo gioiello e ribadisce il ruolo primario del combo tedesco all’interno del panorama elettro-industriale. Le prime due tracce, “Einmarsch” e “Standgericht”, mettono in moto un meccanismo che si fa esplosivo già dalla successiva “AK 47” e che trova in “Gulag” (per me la vera “hit” del disco), “Schmerzegrenze”, “Sperrfeuer” e “Atherkrieg” alcuni dei suoi momenti piu’ esplosivi e trascinanti mentre va assegnato a “Truppenschau” il titolo di brano piu’ originale del lotto, con il suo inizio caratterizzato da percussioni militaresche e fiati: un’aria solenne che mi ha ricordato certi “kolossal” cinematografici. “Volk und Armee” è un disco di tutto rispetto, assolutamente “alla Feindflug” e che offre ai djs diverse alternative alle classiche “Leitbild”, “Stukas im visier” e “Glaubenskrieg”. Un altro candidato alla palma di miglior disco del 2005.

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