Paralitikos: Alas de Cuervo

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Ver Sacrum Pregi del dischetto: una bella copertina, durata dei singoli brani limitata a tre minuti o meno. Difetto: nonostante i proclami sbandierati dal gruppo, gli iberici Paralitikos, a principiare dal monicker scelto, non incutono alcunchè terrore, tutt’altro! Si aggiungano poi dei titoli banalotti, ma non voglio infierire (tacerò per pudore del brano dedicato a Lovecraft). I nostri suscitano comunque simpatia, il loro pretestuoso horror-punk non graffia, suonando piuttosto leggerino (non voglio con questo tacciarlo di pop), certo che comunque le dieci tracce di “Alas de cuervo” scivolano via veloci veloci, e per questo si consiglia un uso limitato a situazioni disimpegnate, anche in dosi massiccie, tanto, appunto, male non fa! Da salvare la carina “La caza” (con delle tastierine sixties in sottofondo, peccato che appaiano un pochino plastificate), adattamento di un brano de Los Primitivos, la svelta “Paralitikos” e “Mil cadaveres”, mentre si guadagnano la promozione a pieni voti “El Mar Muerto”, dotata di un bel giro di basso e di un Ricarditiko (il cantante) finalmente convincente, “El tormento” (anche in questo caso il bass-player Nando si fa valere, donando al pezzo un flavour molto wave ottantiana) ed “El hombre ahogado” (omaggiante The Cure, ascoltandola capirete il perchè). Concedetegli comunque una chance, se non altro per la loro caparbietà (sono attivi da ben tre lustri!).

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