Sephiroth: Draconian Poetry

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Ver Sacrum A circa 6 anni dal suo esordio torna Sephiroth, uno dei nomi più interessanti della Cold Meat fra quelli che possono essere definiti “nuove leve” della scena dark-ambient scandinava. Nello spesso troppo uniforme suono delle band di questo filone, Sephiroth emerge per la sua originale ricerca sulle ritmiche: il suono di questo progetto, che fa capo al solo Ulf Söderberg, mescola sapientemente atmosfere industriali e rituali a ossessivi intrecci di percussioni, proposti in modo energico e potente. Sephiroth non indulge in un freddo e austero drumming dal sapore marziale ma al contrario sovrappone in strati e strati i suoni di tamburi e percussioni sintetiche. Le ritmiche accompagnano e potenziano sonorità ambientali costituite da loop di tastiere, inserti di campionamenti, il tutto costruito in modo molto misurato, fuori da derive rumoristiche pure. Il risultato è molto coinvolgente dal piano emotivo e trasmette un senso di urgenza, energia e passione, sensazioni un po’ inedite per lo stile in cui Sephiroth si muove. Nell’altro 50% scarso del CD la ricerca ritmica è messa da parte per proporre brani più “canonici” (le virgolette sono d’obbligo) dello stile dark-ambient: in alcuni di essi (ad esempio “Therasia”) la lezione di Raison d’être sembra essere stata imparata alla perfezione da Söderberg, e qui inevitabilmente è facile provare una sensazione di “già sentito”. Draconian Poetry non è una pietra miliare del genere ma conferma indubbiamente Sephiroth fra i nomi più interessanti della scuderia Cold Meat: e scusate se è poco…

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