The Dreamside: Spin Moon Magic

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Ver Sacrum L’Olanda ci ha gratificati nel tempo di una folta schiera di band che hanno saputo imporsi con fermezza in ambito goth-metal (termine a dire il vero ormai decisamente forzato), grazie ad autentiche pietre miliari scolpite da The Gathering, After Forever e Within Temptation. Non sono da meno i bravi The Dreamside, che licenziano il loro “Spin moon magic” per Dancing Ferret e che vantano in formazione la brava Kemi Vita. Il loro sound richiama a volte quello delle citate, ma possiede una tonicità che lo rende fresco e piacevole, anche per certi inserti modernisti o tendenti al nu (beh, gli Evanescence non sono di certo passati inosservati…) che rafforzano la dorsale di ogni singola traccia (che altrimenti potrebbe accusare una lieve scoliosi). “The Feast is Set” (a la Nightwish) rileva scorie pompous, “Gates of dawn” è dotata di chitarre (Fried Bruggink e Cees Viset) belle toste e di un costrutto strumentale eccellente, “Open your eyes” (presente pure in versione video) vanta come ospite Rogue dei Cruxshadows (che partecipa alla stesura del testo), l’obscura “Somewhere before” è resa ancor più incisiva dalla prestazione vocale di Kemi, la quale acuisce il pathos di questa magnifica e darkeggiante traccia (dimostrandosi riverente pure nei confronti della madrina di tutte le vocalist, Siouxie Sioux), “Into a frenzy”, traccia d’apertura, si distende dinamica lungo i suoi quattro minuti di durata approcciando con gusto e tipica ruffianeria del genere l’ascoltatore. Che fin d’ora avrà ben presente la rotta che il vascello-Dreamside intende seguire. Il quale non solcherà i mari perigliosi della sperimentazione, ma le acque placide e conosciute del Mare Nostrum che i portolani della musica moderna citano come metallo gothikeggiante. La title-track risulta attualissima, le chitarre innalzano possenti mura a cerchiare una song cupa e monolitica, ma la vigoria si stempera nella dinamica “Dreaming all of You”, bell’esercizio di stile per Kemi, con inserti elettro e parti maestosissime che rendono assai vario l’incedere del brano, graziato in oltre da un piacevolissimo a solo. Un potenziale singolo da sfruttare. La breve e teatrale “Song of the Sirenes” accoglie l’elegiaca “Nocturnal”, gradevole goth-ballad che difetta d’ispirazione, ma si pregia di una esecuzione eccellente. Quando il cuore sopperisce alla fantasia… Decisamente canonica appare anche “Joyride”, penultima traccia della lista, se si eccettua il citato video e la bonus “Die Hoffnung”. La chiusura è affidata alla atmosferica “Slay your dragons”, degno commiato di un disco decisamente riuscito.

Per informazioni: www.capture-music.com
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