All Scars Orchestra: New scars 2004

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Ver Sacrum Negli scorsi mesi mi è capitato di recensire il nuovo cd di Daniele Brusaschetto (intitolato [Mezza luna piena]) e anche un secondo lavoro imputabile al chitarrista torinese (vale a dire Ri-tagli, disco di debutto del side-project denominato Ich Niente), ma nelle ultime settimane alla redazione di Ver Sacrum è arrivato pure New scars 2004, ennesimo album nel quale c’è lo zampino del già citato artista (che in questo caso ha collaborato con Paul Beauchamp dei Gullinkambi, Paola e Luca dei Ludmila, Mirco Rizzi e vari altri musicisti). Inutile dire che la prolificità del bravo Daniele appare assolutamente encomiabile, ma viene da domandarsi se egli sia uno di quei fortunati che riescono a vivere dormendo solo tre o quattro ore per notte, visto che proprio non si capisce dove riesca a trovare il tempo per dedicarsi a così tante attività!! Se già avete avuto modo di ascoltare alcuni dei suoi lavori sapete che essi non propongono un sound facile o immediato, e quindi sapete anche cosa aspettarvi da questo cd, suddiviso in dodici brani ipnotici e stranianti, che in linea di massima potrebbero essere accostati all’ambito experimental. Diciamo pure che è molto probabile che il disco attiri gli appassionati del suono CMI (in particolare quello dei cd che hanno reso famosa la label svedese nel corso degli anni novanta…) e più in generale tutti coloro che amano le cosiddette “sonorità di confine”. In New scars 2004 convergono elementi di vario tipo, che sembrano esser stati “sradicati” dal loro ambito naturale e integrati in un contesto anomalo, per cui può capitare di ascoltare l’episodio pseudo-rock noise (vedi ad esempio “Psydialog in dark city” o “Rocky horror in psydialog”), quello ambient/sperimentale (“Sci-fi”, “Bestie”), o anche quello industrial-ritualistico (“La cosa più violenta che fai”, “La confusione”). Per quanto mi riguarda ho trovato interessanti soprattutto le ultime due song nominate, e avrei senz’altro accolto con favore un album contenente molte più tracce simili ad esse, ma in generale non posso non apprezzare il lavoro svolto dagli All Scars Orchestra, davvero lungi dall’essere monotono o troppo scontato!!

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