Bauhaus

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Bauhaus

Bauhaus a Milano (foto di Eric di Goth.it)

A quasi 8 anni di distanza dal “Resurrection Tour”, i Bauhaus tornano a Milano, anche questa volta unica data italiana ed anche questa volta è l’Alcatraz ad ospitarli. Pensavo che le emozioni provate allora fossero irripetibili ed in effetti quella era la realizzazione di un sogno, un’utopia che improvvisamente diveniva realtà: uno dei miei gruppi preferiti, nonché autentica “istituzione” del genere “dark”, si ricostituiva dopo 15 anni ed intraprendeva un tour mondiale. Lungi dall’essere una triste reunion di una band demotivata che si nasconde dietro un nome carico di gloria, quello fu un tour trionfale (immortalato con Gotham nei formati cd e dvd) che fece registrare il “tutto esaurito” dovunque e, sopratutto, dimostrò come i nostri fossero ancora in piena forma, con un talento, una classe, un carisma ed un’energia che molti giovani gruppi si possono solo sognare.

A distanza di 8 anni quindi, siamo ancora qui, in un locale stracolmo, con gente arrivata da tutta Italia per un evento che va al di là del semplice concerto; l’età media è decisamente “over 30” (con il clamoroso picco rappresentato da una signora almeno 60enne che ha seguito il concerto a poca distanza dal sottoscritto, cantando quasi tutti i brani!!) e come capita in queste circostanze, si ha l’occasione di rivedere e salutare anche persone che sono un po’ uscite dal giro e che si rincontrano solo in occasioni speciali come questa. Stasera i “posers” che affollano le discoteche e che ripongono interesse pari a zero nei concerti sono (quasi) assenti; assenti anche i “soloni” per cui questo concerto è inutile, perchè “i Bauhaus non fanno nulla dal 1983, che senso ha andarli a vedere nel 2006?”…..

La risposta a questa domanda è arrivata perentoria ed indiscutibile dopo un concerto magistrale, con momenti di intensità assoluta. I Bauhaus (non è retorica) sembrano migliorare col tempo, o perlomeno, il tempo per loro sembra non passare: Daniel Ash sembra un ragazzo di 30 anni, palestrato e coi capelli neri lucenti; i gemelli Haskins sono uguali alle immagini di vent’anni fa; Peter Murphy indubbiamente ha messo su qualche chilo e perso parecchi capelli, ma la sua voce, la sua presenza scenica ed il suo carisma sono intatti. Non credo abbia molto senso fare raffronti tra questo concerto e quello del “Resurrection Tour”, entrambi bellissimi ed indimenticabili resteranno per me ricordi indelebili, mi limito quindi a rilevare che forse allora il pubblico si dimostrò più partecipe a livello “fisico”, nonostante questo concerto sia stato forse di maggior impatto sonoro.

La scaletta, rispetto ad 8 anni fa, ha subito piccole ma gustose variazioni, con le “new entry” rappresentate dall’iniziale “Burning from the inside” e poi “Hair of the dog”, “Stygmata Martyr”, la cover di “Transmission” dei Joy Division (uno dei momenti più intensi del concerto). Ogni canzone ha suscitato in me (e penso di non essere stato l’unico) ricordi ed emozioni e nella mia mente rimangono delle istantanee fotografiche: Peter con il lungo mantello nero per l’esecuzione di “Bela Lugosi’s Dead”, la sua danza “alla Ian Curtis” durante “Transmission”, l’ultimo, intenso “So sad” sul finire di “Hollow hills”, col pubblico a fare l’eco, la malinconia di “All we ever wanted was everything” ….. stasera, se mai ve ne fosse bisogno, si è capito perché di alcuni gruppi si parla ancora dopo 25 anni, mentre di altri non se ne parlerà più già domani. Immensi ed eterni. UNDEAD.

Scaletta
1. Intro
2. Burning from the inside
3. In the flat field
4. God in an alcove
5. In fear of fear
6. Terror couple kill colonel
7. Swing the heartache
8. She’s in parties
9. The passion of lovers
10. Silent hedges
11. Kick in the eye
12. Hollow hills
13. Rosegarden funeral of sores
14. Stigmata martyr
15. Hair of the dog
16. Dark entries

Primo bis
17. All we ever wanted was everything
18. Severance
19. Transmission (con St Vitus dance inserita a metà brano)

Secondo bis
20. Bela Lugosi’s dead

Terzo bis
21. Telegram sam
22. Ziggy Stardust

Si ringrazia Eric di Goth.it per averci concesso l’uso delle foto del concerto. I suoi photo album sono disponibili sul sito Flickr.com.

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Bauhaus a Milano (foto di Eric di Goth.it)

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