Blutengel

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Blutengel

Blutengel, foto di Emy Sanitate & Rudy Palumbo

Approdano finalmente in Italia per due date (Pordenone il 18/11, Reggio Emilia il giorno seguente) i Blutengel di Chris Pohl, una formazione che nel bene e nel male, è riuscita far parlare molto (e vendere altrettanto) di sé negli ultimi anni. Fautori di un elettro-gothic assai leggero e decisamente kitsch, sia nei testi delle canzoni, sia nell’immagine che propongono, i Blutengel vanno a mio avviso presi per quello che sono, ovvero puro “entertainment”; sono innegabili infatti, tanto la loro pacchianeria, quanto la loro capacità di comporre canzoni immediate, facili da cantare e da ballare. Se poi amate o quantomeno vi divertite al cospetto di uno spettacolo decisamente trash, costituito da scenografie cimiteriali, personaggi incappucciati, ballerine (s)vestite da angeli, vampiri, e tutto quanto può far parte del più scontato immaginario fetish-erotic-goth, beh, non perdetevi un loro show, fosse anche solo per farsi due risate.

La prima sorpresa positiva della serata è costituita comunque dal locale: il Tempo Rock è una gran bella discoteca (capacità dichiarata 4.000 posti), con un palco non molto grande (e a dire il vero un po’ basso) ma che comunque può accogliere degnamente una band composta da alcuni elementi: per Chris e le quattro ragazze (due vocalist e due performers) che vi si avvicenderanno stasera, va più che bene. La risposta da parte del pubblico può essere considerata tanto buona, quanto insufficiente: buona (direi 200 persone circa) se raffrontata al pubblico medio che frequenta i concerti del panorama “elettro-gothic”, insufficiente se rapportata al “nome” della band… e sì, perché nonostante sparlare di loro sia una moda (e ripeto, sono conscio che non si tratti certo di una band “fondamentale”), è un dato di fatto che i loro cd vendano bene anche in Italia e che si tratti di un gruppo conosciuto da tutti.

Blutengel

Blutengel, foto di Emy Sanitate & Rudy Palumbo

Lo spettacolo si apre verso le 23.00; un elegante (o pacchiano ?) Chris Pohl sale sul palco accompagnato dalle vocalist Costance Rudert e Ulrike Goldmann (nuovo arrivo nei Blutengel a rimpiazzare Eva Poelzing) per aprire il concerto con il brano che dà il titolo al loro nuovo mcd,The oxidising angel (sul palco viene anche proiettato il videoclip del brano, in stileSin City); da questo ultimo lavoro verrà eseguita anche “Leave the day” in chiusura dello show (bis esclusi).

Essendo la loro prima volta in Italia, i Blutengel accontentano i loro fans, eseguendo brani da tutti i loro album ed in particolare inseriscono in scaletta il loro pezzo più famoso (almeno in Italia), ma che da tempo non fanno dal vivo, ovvero la celeberrima “Seelenschmerz” che infatti risulterà uno dei brani più apprezzati dal pubblico. Gli altri pezzi spaziano da “Weg zu mir” e “Beauty of suffering” (tratte dal primo dei loro quattro album, Child of glass), ai brani dell’ultimo Demon kiss (“Solitary angel”, “Navigator”, “Go to hell?”, Love killer” e “Angels of the dark”).

Per i bis vengono eseguite “Vampire romance” e la famigerata “Children of the night” (uno dei testi più ridicoli degli ultimi anni, un vero “manifesto” del Blutengel-style), in un tripudio di fuochi sul palco e lancio di coriandoli verso il pubblico, una chiusura festosa per quella che è stata appunto una bella festa (e sottolineerei anche il fatto che lo show sia durato ben due ore, mentre altri gruppi vanno al risparmio o offrono spettacoli di serie “B” quando escono dai confini tedeschi, insomma una dimostrazione di professionalità indubbia). Un concerto che più che un evento musicale è una sorta di rappresentazione teatrale, ma i Blutengel sono (anche) questo e se avete “sense of humor”, almeno una volta nella vita un loro concerto dovete vederlo.

Links:

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The Italian Blutengel Website

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Blutengel, foto di Emy Sanitate & Rudy Palumbo

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