Dredg: Catch without arms

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Ver Sacrum Gli americani Dredg sono una sorta di band di culto qua in Italia, eppure la loro musica non è né strana né di difficile assimilazione, e non si capisce come mai sia apprezzata solo da una ristretta cerchia di ascoltatori. Ho detto “apprezzata” e non “conosciuta” proprio perché il problema sta tutto qui, e cioè nel fatto che i lavori del quartetto di Los Gatos non sono stati adeguatamente promossi dai nostri media e non hanno ricevuto quell’attenzione che forse avrebbe permesso al gruppo di crearsi un grosso seguito anche da queste parti. A scanso di equivoci dirò subito che Catch without arms è un disco bellissimo, un concentrato di energia, emozioni e melodie da brivido che non possono lasciare indifferente chi le ascolta. Difficile dire quale sia il genere proposto dai suoi autori: in generale si potrebbe parlare di emo-rock (tanto per usare una terminologia in linea con i trend del momento…), ma analizzando con attenzione le dodici canzoni contenute nel cd si nota che i Dredg hanno saputo trarre spunto da vari stili musicali, mescolandoli in maniera alquanto originale. Gavin Hayes e compagni saranno anche californiani, ma l’impressione è che siano nati nella cara vecchia Inghilterra, e che in gioventù abbiano fatto una bella scorpacciata di alternative rock e new wave, privilegiando in particolar modo le formazioni che riuscivano ad avere un sound dinamico e corposo, ma anche fluido e incisivo (vedi ad esempio quello degli U2). Con un album del genere sarebbe insensato mettersi a fare una lista dei pezzi più validi, difatti qui non ci sono track migliori di altre e il livello medio è davvero alto. Quello che invece si può fare è una distinzione tra gli episodi più movimentati ed elettrici, rappresentati per esempio da “Bug eyes”, “Ode to the sun” o “Tanbark” (un brano fantastico che piacerà parecchio agli amanti dei Mars Volta), e quelli maggiormente rilassanti, come nel caso di “Sang real”, “Zebraskin” e della commovente “Jamais vu”. Insomma, coloro che si erano già entusiasmati con “El cielo” (il precedente cd della band…) non possono proprio perdersi questo nuovo lavoro, ma c’è da augurarsi che anche tanti altri non lo trascureranno… Su una cosa, infatti, non ho dubbi: Catch without arms, con la sua bellezza ed intensità, farà breccia nei cuori di tutti coloro che avranno modo di ascoltarlo!!

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