Geisterfahrer: Schatten Voraus

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Ver Sacrum L’etichetta amburghese Plastic Frog Records si fa patrocinatrice di questa interessante iniziativa, concretizzatasi nella ristampa di “Schatten voraus”, originariamente pubblicato su vinile nel lontano 1980, obscura opera dei suoi concittadini Geisterfahrer. Per la prima volta, enfatizza la spartana infosheet, ci viene offerta l’opportunità d’ascoltare queste dieci tracce, abbinate a ben sei bonus, e non a caso ho fatto uso poc’anzi dell’aggettivo obscuro, in quanto le composizioni sono tutt’altro che solari essendo caratterizzate da una plumbea cupezza, in parte accentuata dalla non proprio limpida registrazione la quale se non altro mantiene intatta la sensazione di trovarci dinanzi ad una polverosa riesumazione dal remoto passato. Post-punk darkeggiante ed enigmatico, sostenuto da uno strumentismo scarnificato e ridotto all’essenziale e da una voce che potrebbe trovare riferimenti nel Peter Murphy più ermetico e sofferente, ed una a tratti latente, altri manifesta vena industrial ossequiante Einsturzende Neubauten, pertanto non aspettatevi anthems od aperture melodiche, primeggiando un’indefinita aura di tetraggine, addensandosi a tratti fino a determinare una sensazione di soffocamento e di dolore. Un’opera dark nella più ampia accezione del termine, che conserva il suo valore intrinseco nel senso stesso dell’operazione di rinvenimento. Maggior dinamismo si rivela in alcune delle tracce aggiunte, come in “Unterwelt”, ove prevale come sempre l’interpretazione angosciata del poco espressivo singer, in questo caso sostenuto comunque da un deciso accenno di ritmo, mentre la vena più propriamente punkeggiante del quartetto affiora decisa nei brani tratti da esibizioni live, a proposito dei quali non vengono comunque forniti ulteriori ragguagli. Assolutamente sconsigliato ai cultori della new-wave più danzereccia e disimpegnata, “Schatten voraus” potrebbe riservare più d’una soddisfazione a quanti sono alla ricerca di testimonianze provenienti da una scena all’epoca già fertilissima come quella tedesca. Unica riserva la qualità sonora non propriamente eccelsa, ma probabilmente di più non si poteva fare!

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