Sigur Rós: Takk...

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Ver Sacrum Ricordo che quando vidi in concerto i Sigur Rós, circa tre anni fa, il pubblico era composto quasi solo da appassionati di indie rock, mentre i “nerovestiti” si contavano letteralmente sulle dita di una mano… Non nego che la cosa mi stupì moltissimo, difatti immaginavo che la formazione islandese fosse già piuttosto conosciuta anche in ambito gothic, ma a quanto pare ero stata fin troppo ottimista nelle mie previsioni. Da allora è trascorso un bel po’ di tempo e le cose sono cambiate, per cui credo che molti avranno piacere di trovare la recensione di Takk… nelle pagine di Ver Sacrum. Del resto il gruppo ha tutti i diritti di starci, perché il sound che propone è tra i più soavi ed ammalianti che ci sia modo di ascoltare oggigiorno… A questo punto è però doveroso da parte mia fare una precisazione, anche perché qualcuno potrebbe pensare che io sia una grande estimatrice della band: in realtà non è esattamente così, nel senso che apprezzo il lavoro svolto negli anni da questi quattro musicisti, lo considero originale ed ispirato e penso che essi siano degli abilissimi compositori, ma non posso affermare che il loro genere musicale è tra i miei preferiti!! Il concerto che vidi anni fa fu per me di una noia mortale, e la ragione sta nel fatto che non ho una particolare passione per le sonorità eteree: i Sigur Rós sono l’esatto opposto di ciò che più mi coinvolge e mi convince, ma non posso parlar male di loro perché, obiettivamente, ne riconosco il valore e il talento artistico! Questo quarto lavoro non fa che riconfermare appieno quanto già sapevamo del gruppo, e cioè che la sua dote principale è quella di saper comporre musica sognante e senza tempo, contraddistinta da atmosfere romantiche e rilassanti. Senza ombra di dubbio esso farà la gioia dei vecchi fan del quartetto, ma è anche probabile che sarà capace di regalargli una popolarità ancora più grande, e senz’altro meritata. Concludo la recensione con un piccolo consiglio per coloro a cui è già capitato di assopirsi durante l’ascolto di un album dei Sigur Rós: ragazzi, datemi retta, non insistete con questa band perché, pure stavolta, l’effetto soporifero è garantito al 100%!!!

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