The Daughters Of Bristol: Voyage

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Ver Sacrum Le tracce componenti questo interessante EP riesumano in toto le atmosfere care ai primevi Sisters of Mercy, e questa sensazione viene certamente acuita dalla cavernosa voce del cantante, quasi una clonazione dell’Eldritch più oscuro di “Temple of Love” o “The reptile house”. Oltre passata la interlocutoria strumentale “Mary death”, ci troviamo in fatti trasportati indietro nel tempo, e “Velvet curtains” e la scarna “Take you away” non possono non richiamare lo storico insieme di Leeds. Una band di Columbia (Montana), una etichetta di Seattle (no grunge relations!), ma un suono inconfondibilmente brit-goth! Ambientazione obscurissima ed inputs epici scardinati dalla presenza costante di una chitarra lancinante e da un basso che penetra le viscere, anche se la seguente “Give rise” aumenta decisamente il ritmo, avvalendosi di ritmiche rabbiose e pulsanti. Un episodio veloce che risente dell’urgenza espressiva del post-punk, al quale i nostri certo debbono aver attinto quale fonte ispirativa. Dolore ed angoscia esprime la title-track, ristabilendo il giusto dosaggio di plumbea tetraggine propria del lavoro. Non proprio degli innovatori, The Daughters of Bristol, ma se l’originalità, né la sua ricerca, costituiscono la loro missione (ad eccezione del nome che si sono scelti, questo sì particolare), almeno si riconosca loro una profonda conoscenza della materia che trattano! Belle le chitarre a la Cure della dolentissima “Sweet lies”, degna conclusione di un lavoro che potrà costituire utile palestra per i suoi propugnatori, ove fortificare muscoli ed apparato osseo in vista di ulteriori, questa volta più esaustive e coraggiose, prove!

Per informazioni: www.magnolarecordings.com
Web: http://www.thedaughtersofbristol.com
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