Interior Deus: Interior Deus

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Ver Sacrum Nel febbraio del 2005 prende forma il progetto Interior Deus, sviluppando quanto già esposto da Luigi Lai (ex Simon Dreams In Violet) e da Daniele Briamonte colla precedente esperienza Dilogia. Nominato nel ruolo di vocalist Daniele De Angelis, già membro di una tribute-band dei Litfiba, i 17 Re, i nostri puntualizzano le loro urgenze artistiche, le quali trovano ora compimento nelle quattro tracce costituenti questo auto-nominato, ed auto-prodotto mini, ed adottando l’idioma anglosassone in vece di quello italico caratterizzante le liriche dei citati Dilogia. Brani assai differenti tra loro come ambientazione, comunque amalgamati da una forte impronta darkeggiante, evidenziata dal maturo cantato di De Angelis, il quale certo ha fatto tesoro della sua precedente vicenda musicale, pur non apparendo affatto un clone di Pelù, come potrebbe far indurre proprio il suo passato. Ma le analogie coi titolati fiorentini, a parte il nome del gruppo (“Interior Deus” era il titolo pure di un pezzo di Pelù/Renzulli e compagni), non si spingono oltre un giusto rispetto. Fra i solchi di “(Waiting for) the night”, “Sunrise (in her black dress)” e “Luxuria” emergono prepotenti sonorità derivate dalla gloriosa dark-wave ottantiana, a tal punto pregnanti da suscitare un genuino moto di nostalgia in chi le ascolta, e che quell’epoca la ha vissuta in prima persona. Saranno i primi accenni di insorgente demenza senile, ma resistere ad un brano così schietto ed istintivo come “Live and die” mi è praticamente impossibile! Certamente con gli Interior Deus la causa del dark-rock ha trovato un altro campione, pronto a battersi sotto le sue insegne. A coloro che non sopportano il genere, non possiamo far altro che invitarli comunque ad osare un primo ascolto, chissà che…

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