Kirlian Camera: Coroner's Sun

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Ver Sacrum Nuovo album per i Kirlian Camera e nuovo capolavoro. La band di Angelo Bergamini tiene alto il suo nome con l’ennesimo gioiello della sua sterminata discografia e, dopo l’ottimo “Invisible Front 2005” realizza un altro disco suntuoso (la prima edizione, limitata a 2.000 copie, con confezione speciale è andata rapidamente “sold out” in prevendita!), splendido esempio di musica elettronica fredda, oscura ed angosciante, con improvvisi squarci di luce a rasserenare una gelida notte. Dopo l’intro “Panic area”, il disco entra nel vivo con la title track, uno splendido brano interpretato da par suo da Elena Fossi: “Coroner’s Sun” è un hit assoluto, un brano destinato ad entrare nella galleria dei grandi classici dei Kirlian Camera! “Beauty as a sin” è una delicata e poetica elettro-ballad, interpretata da Angelo ed Elena con estrema dolcezza, mentre la successiva “Illegal apology of crime” cambia radicalmente registro: un brano contraddistinto da una sferzante chitarra elettrica, a supportare la voce della Fossi, che alterna la rabbia del refrain, con delicati vocalizzi dal sapore medio-orientale, per uno dei brani piu’ convincenti dell’album. Ancora su coordinate di rabbia ed isteria si snoda “Kaczynsky Code”, aperta da un ossessivo ed incalzante “beat”, in un crescendo che me la fa paragonare alla vecchia “Erinnerung”. “CIA haunted headquarters” rappresenta una sorta di breve intervallo, tra voci e suoni in sottofondo che riescono bene a rappresentare l’atmosfera di un luogo infestato da fantasmi, introducendoci all’ottima “No one remained”, un altro dei brani di punta dell’album, un pezzo epico e decadente, come solo i Kirlian Camera sanno comporre, che mette in risalto le qualità canore di Elena. “Koma Menschen” è assolutamente minimalista, con Elena impegnata nell’interpretazione di un testo tedesco. I sette minuti abbondanti di “Citizen Una” ci conducono in un viaggio nello spazio, sulle coordinate tracciate da freddi sintetizzatori analogici, per un brano dal sapore fortemente retrò (echi di documentari e film di fantascienza in bianco e nero) che si rivela come un altro dei cardini di questo album. La chiusura del disco è affidata a “The day of flowers (Il cielo prima della fine)”, articolata in due parti: la prima riprende parti del testo del brano “The path of flowers” (inclusa in “Invisible Front 2005”), mentre dopo qualche secondo di silenzio, inizia la seconda parte, con l’intensa interpretazione di Elena di un testo in italiano. Si chiude così un album che rappresenta uno dei punti piu’ alti della discografia dei Kirlian Camera, opera che va a sancire per l’ennesima volta la classe ed il talento compositivo di Angelo Bergamini & co. Le delizie per l’ascoltatore non sono però ancora terminate, perchè “Coroner’s Sun” include un secondo disco con altre sette tracce: 5 remix (che per altro si concentrano prevalentemente su brani inclusi in “Invisible Front 2005”) e due inedite. Tra i remix, ottimo quello di Punto Omega per “Dead Zone in the sky”; i Sensory Gate realizzano ben due remix per il brano “Days to come”: molto buono il “Neons In The Rain Re-Mix”, assai meno entusiasmante il “Substrata Re-Mix”. Versione strumentale per “Kaczynski Code” a cura di Hipnosis, mentre Wumpscut si prende cura di “K-Pax” con un discreto risultato. Le due inedite poste in chiusura di questo secondo cd sono “Shadowless Doctors (Instrumental Demo Version)” e “Corpse ID”, due ottimi brani, e non due semplici riempitivi. Chiudo questa recensione così come l’ho aperta: capolavoro!Inutile aggiungere altre parole; uno dei migliori album del 2006. Da avere.

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