Pride And Fall: Elements of silence

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Ver Sacrum L’album d’esordio “Nephesh” aveva portato alla ribalta i Pride And Fall come una delle piu’ promettenti realtà della scena “future-pop”. Quel disco era assai interessante anche se pagava fortemente pegno alla lezione impartita dai VNV Nation, a cui il trio norvegese si era palesemente ispirato. Il secondo album è sempre un testo probante per le band che impressionano favorevolmente all’esordio e che devono dimostrare di non essere solo delle meteore: “Elements of silence” direi che pur non facendo gridare al miracolo, risulta un disco certamente piacevole e che addirittura, dopo il cambiamento di rotta operato da Ronan e Mark con il recente “Matter and Form”, può far assurgere i Pride And Fall al ruolo di gruppo leader della scena future-pop. Questo nuovo album si articola sulla collaudata ricetta che bilancia trascinanti pezzi “dance” (su tutte l’ottima “Border” già edita come singolo esclusivamente acquistabile via internet in formato mp3… insomma, come hanno fatto i VNV Nation con “Chrome”) ed episodi maggiormente introspettivi o atmosferici (“Scarred”, “The guiding light”). Lo spiccato gusto melodico, il cantato pulito e la capacità di saper comporre brani immediati (“Retrospect”, “The violence in me”, “Ego”) fa dei Pride And Fall uno dei gruppi piu’ validi ed ispirati del momento; non sono dei fenomeni, ma il loro compito lo sanno svolgere piu’ che bene ed “Elements of silence” ha tutte le caratteristiche sia per compiacere chi già li apprezzava sia per portare loro nuovi fans.

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