Aa.Vv.: Amoeba N. 1

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Ver Sacrum L’uscita di Amoeba N. 1 è stata accompagnata dallo slogan “Ti piace il riso? …E allora mangia la merda”, il quale già di per sé lasciava intuire che avremmo avuto a che fare con qualcosa di anticonvenzionale, e infatti questa release non è di quelle che passano inosservate! Innanzi tutto c’è da sottolineare che non si sta parlando di un semplice cd, bensì di una compilation + magazine di circa settanta pagine: in realtà non è ben chiaro quale delle due cose sia l’allegato dell’altra, ma tale ambiguità è giustificata dal fatto che entrambe sono estremamente interessanti e meritano grande attenzione. L’album include quattordici brani che spaziano tra vari stili (cioè l’elettronica più estrema, il dark-ambient e l’industrial) ed ogni singolo episodio è collegato ad un articolo della rivista, anch’esso alquanto particolare… Per esempio “Asbestos cage” dei Detune-X (autori di un rhythmic noise vigoroso e abrasivo) è messo in relazione con un articolo che parla della conservazione della pelle, mentre “Anarcocks rising (in Anarcadia)” dei Black Sun Production e “Untitled” dei N sono legati, rispettivamente, ad un reportage fotografico che oserei definire “fallico” (guardare per credere!) e ad una lunghissima lista di parole inizianti con la lettera n (non si tratta però di termini qualsiasi, si va infatti da “nemesi” a “neofreudiano” passando per “necrofilia”, “nonsenso”, “nulla”, “nausea” e via dicendo…). Da notare che nel magazine ci sono anche altre “bizzarrie” che non hanno a che fare con le tracce del disco, vedi ad esempio le quattro pagine dedicate al “Dollar bill vagina” (grazie al quale si impara a piegare una banconota da un dollaro in modo tale da fargli assumere la forma dell’organo sessuale femminile!), oppure quelle in cui troviamo una serie di “shocking news” provenienti da ogni parte del mondo. Per quanto riguarda la compilation, direi che uno dei suoi maggiori pregi è la varietà e che un po’ tutti i pezzi inclusi sono gradevoli, ma in particolare ho apprezzato le atmosfere oscure di “Dresda” (fatto da Nueva Germania + Bahntier) e di “Senza titolo” (ad opera di A.A.A.), oltre al brakbeat-noise che caratterizza l’ottimo “F.u.l.c.a.n.e.l.l.i.” di Dj Balli. Insomma, come avrete già capito Amoeba N. 1 non si rivolge propriamente ad un pubblico dal palato fine, anzi penso di poter affermare che è fatta per gli stomaci forti e soprattutto per le menti deviate, per cui se appartenete a queste ultime due categorie cercate di non lasciarvela sfuggire!!!

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