Amduscia: From abuse to apostasy

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Ver Sacrum Ecco un altro gruppo che probabilmente ha già detto tutto quello che aveva da dire. Dopo il precedente “Melodies for the devil” (generalmente accolto da buone critiche, tra cui anche la mia) ed i mcd “Dead or alive” e “Impulso biomecanico”, gli Amduscia approdano al loro secondo album, ripercorrendo fedelmente gli schemi dei dischi precedenti e ripetendo la stessa canzone dalla prima all’ultima delle 11 tracce che compongono “From abuse to apostasy”. Francamente mi pare troppo poco per una band da cui era lecito aspettarsi di piu’; gli Amduscia si dimostrano un gruppo (ahimè sono in buona compagnia, a dimostrazione di una scena elettro-harsch che si dibatte in una fase di forte crisi creativa) valido sulla lunghezza del singolo brano, al massimo di un mcd, ma che alla riprova del “full lenght” fallisce miseramente. Non posso negare che questo disco offra diversi spunti per il dancefloor (ottima allo scopo, ad esempio, l’iniziale “Absolution” e quindi per quanto precedentemente scritto, anche tutte le altre canzoni del cd!), il che mi fa pensare che venderà bene, e sicuramente soddisferà il palato di buona parte della popolazione delle “discoteche dark”, ma a mio avviso, si tratta di un disco veramente mediocre e noioso. I fans del trio messicano e chi ama l’elettronica piu’ “pompata”, dalla matrice decisamente dance, troverà in questo disco pane per i suoi denti, per gli altri, meglio girare al largo.

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