Bloodbound: Nosferatu

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Ver Sacrum Ricapitoliamo: copertina da mamma che paura effigiante un volto deformato da uno spaventevole ghigno, con tanto di corna ed aguzzi canini in bell’evidenza, risaltante da un cerchio di fiamme; sul retro i nostri quattro Bloodbound, dai ceffi pittatissimi (in)degni d’un qualsisiasi gruppuscolo black pullulante le lande norrene. Eppure le due menti del progetto Fredrik Bergh e Tomas Olsson si avvalgono del rispettato Urban Breed (fuoriuscito dai cult-dark-metallers Tad Morose) alla voce! Ma i timori vengono presto fugati dall’ascolto delle prime tre tracce del dischetto: “Behind the moon”, “Into the dark” e la bella title-track, dotata di un gran tiro maideniano si rivelano adattissime a coloro che apprezzano Merciful Fate ed in generale il metallo darkeggiante (attenti, non gothikeggiante!). Pezzi ben suonati e ben prodotti, corredati da liriche incentrate sulla vicenda d’un coraggioso avversario del Principe delle Tenebre. Certo, alla lunga il disco mostra un pochino la corda, suonando monocorde e privo di apprezzabili variazioni al tema principale, mentre davvero abbondano trovate divenute ormai regola in opere del genere (come l’incipit della citata “Nosferatu”, con tanto di funerei rintocchi di campane e temporale incombente: Black Sabbath docet!). Se amate King Diamond e Merciful Fate (la bella “Desdemonamelia” è davvero oscura), se siete dei fanatici del power-metal (“Crucified” profuma di Helloween prima maniera, e non è l’unica), potete senza altro fare vostro questo “Nosferatu”, i Bloodbound non vi deluderanno.

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