Decadence: Where do broken hearts go?

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Ver Sacrum Il mio primo incontro con i greci Decadence è stato breve ma intenso: si trattava della cover live di “Ach Golgotha” presente sul CD di tributo ai Current 93, uno dei pochissimi brani veramente degni di nota su quella compilation che, nella maggioranza dei casi, era costituita da brani anonimi e inutili; coraggiosa la scelta del brano e geniale il risultato: un brano neoclassico di violino e violoncello su cui si incastonano un breve vocalizzo femminile e un delicato arpeggio di chitarra. È quindi con notevole curiosità che mi sono avvicinato a questa nuova opera degli ellenici, che sono recentemente entrati a far parte della scuderia svedese. Questa nuova opera si rivela più solida, da un punto di vista sonoro, di ciò che avevo ascoltato in precedenza, grazie soprattutto all’inserzione di ritmiche marziali, peraltro mai troppo invadenti. Le strutture neoclassiche sono ben presenti e danno notevole pienezza alla musica dei Decadence, indubbiamente pomposa ma non stucchevole, come capita in altri casi: gli arrangiamenti orchestrali sono ben congegnati, il suono degli strumenti non dà mai la sensazione di essere fastidiosamente sintetico; anche nei brani più tendenti al folk non ci si accontenta dei soliti due accordi e gli sfondi sono sempre un buon substrato su cui lavorare anche con l’arpeggio. La voce femminile non è impostata liricamente ma risulta piacevole e morbida (mi ricorda un po’ quelle degli Chandeen) mentre quella maschile usualmente recita i testi, che sembrano (non li ho letti ma sono abbastanza chiari) trattare alcuni dei temi tipici del genere (amore, eros, caducità, malinconia). I brani più pieni e classicheggianti possono ricordare gli Stoa, altri invece mi hanno fatto pensare alla musica di The Protagonist, pur se con minore influenza industrial: impatto sonoro è più ridotto, le ritmiche sono meno incalzanti e non danno quella sensazione di circolarità seriale. Nel complesso, a mio giudizio, Where do broken hearts go? è un gran bel lavoro e i Decadence sono, per l’etichetta svedese, un ottimo acquisto.

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